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Dal 2022 ingredienti ed elementi nutrizionali nelle etichette del vino

L’Europa si prepara a rendere obbligatorio l’inserimento in etichetta delle informazioni nutrizionali e degli ingredienti.
L’etichetta potrà essere cartacea o elettronica (ad esempio tramite QR Code). Due associazioni di produttori, CEEV e SpiritsEUROPE, hanno già presentato il progetto U-LABEL, la prima piattaforma digitale europea per la creazione di etichette elettroniche, cui in Italia aderiscono Federvini e UIV. Tra le aziende coinvolte nella fase pilota compaiono anche tre cantine italiane: Masi Agricola, MGM Mondo del Vino e Zonin. Approfondimento su Areni

The Digital Wine segnala un interessante articolo di Wine-Searcher.com che commenta una ricerca fatta in diversi paesi in tema di conoscenza del vino da parte di chi lo acquista, evidenziando come la stessa sia diminuita negli ultimi due anni, soprattutto tra i più giovani. Da approfondire.

 

 

I mille volti del sidro

In anni recenti il sidro è stato oggetto di una riscoperta, ancora molto limitata, ma che ha saputo sfruttare da un lato il traino della birra artigianale, dall’altro il filone dei vini naturali. Il sidro è un pò la terza punta di questo triangolo e sta iniziando a conquistarsi, seppur faticosamente, un posto tutto suo. Ne parla Michela Cimatoribus nel suo nuovo libro “Effervescenze Diverse”, uscito a giugno per Trenta Editore.

Alla scoperta dei misteri dell’idromele

L’idromele deriva il suo nome da due componenti, “hydor”, cioè acqua e “méli”, miele. A volte viene confuso con il sidro, ma non ha nulla a che fare con le mele. In inglese è definito dal termine “mead” che nei paesi nordici diventa “met” o “med”, e deriva dal germanico “meodu”, “medo” o “medu”. Si tratta del più antico fermentato conosciuto dagli uomini, risultato della fermentazione di miele misto ad acqua. Il resto nel quarto capitolo del libro “Effervescenze Diverse” di Michela Cimatoribus.

La tradizione e il fascino delle birre “sour” a fermentazione spontanea

Le birre oggi vengono prodotte a grandi linee secondo tre tipi di fermentazione: alta (con lievito Saccharomyces cerevisiae), bassa (con lievito Saccharomyces carlsbergensis o pastorianus), spontanea, cioè senza lievito aggiunto, ma facendo lavorare i lieviti “selvaggi” presenti nell’aria e/o nei tini in cui avviene la fermentazione. E’ quest’ultima categoria la protagonista del secondo capitolo del libro di Michela Cimatoribus “Effervescenze Diverse”, appena pubblicato da Trenta Editore.

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