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15 Settembre 2023

Bello questo libro di Angelo Peretti. Esercizi spirituali per bevitori di vino

“Quand’ero giovane e corteggiavo le ragazze,
giocavo al gioco dell’attesa.
Se una ragazza mi rifiutava scrollando i riccioli
aspettavo che il mondo girasse un paio di volte
e col tempo lei tornava a cercarmi
e col tempo lei tornava da me.
È un periodo davvero lungo da maggio a dicembre,
ma i giorni si accorciano quando arrivi a settembre.
Quando l’autunno trasforma le foglie in fiamme
uno non ha più tempo per il gioco dell’attesa
i giorni si riducono a pochi e preziosi”.
(Maxwell Anderson, “September Song”)

Settembre significa, per i più, rituffarsi a capofitto nell’attività lavorativa. Per molti è sinonimo di nuovo anno. La fine delle vacanze porta con sé spunti di riflessione e qualche fosco interrogativo. “Dove saremo quando l’estate sarà finita?”, cantava Jim Morrison quando ancora l’eco della summer of love non s’era affievolita. A volte mi chiedo: a settembre della vita, quando i giorni si riducono a pochi e preziosi, cosa vuoi fare ancora? A settembre cosa non vuoi fare più?

Apro a caso Esercizi spirituali per bevitori di vino, il nuovo libro di Angelo Peretti, e leggo: “la bellezza di vivere non corrisponde a un’unica stagione della vita; l’anagrafe è solo un accidente della storia personale”. Ripeto il giochino e l’occhio cade su una frase della produttrice toscana Elisabetta Fagiuoli: “l’arte di essere felici è molto difficile e si conquista con gli anni”.

Ok, ma partiamo da capo.

Angelo Peretti di comunicazione enoica se ne intende come pochi in Italia: giornalista e scrittore, direttore del web magazine The Internet Gourmet, strategist per molteplici consorzi di tutela e denominazioni di origine, dirigente sindacale, collaboratore di gamberi e chiocciole d’ogni tipo… Esercizi spirituali per bevitori di vino è un’opera in cui l’autore riflette con acume e leggerezza sulle cose della vita attraverso un calice colmo, senza ricorrere a una struttura e un linguaggio, diciamo, propriamente canonici.

In una recente conversazione, Angelo mi aveva confidato di dedicarsi quotidianamente all’analisi di codici e stilemi in uso presso i nuovi comunicatori e influencer, siano essi competitor agli antipodi per tipologia di narrazione o più affini per età anagrafica e trascorsi. “Scrivere è rinnovarsi continuamente senza mai rinnegare la propria identità. Ti faccio un esempio: senza Intravino, per paradosso, Internet Gourmet avrebbe già chiuso i battenti da tempo. Il confronto mi permette di liberarmi da sovrastrutture e anticaglie pur restando sempre fedele a me stesso”.

Ecco perché in Esercizi spirituali per bevitori di vino non v’è traccia di noiose schede tecniche né di ingessate descrizioni organolettiche.

Il titolo si ispira ironicamente alla celebre opera di Ignazio di Loyola che nel 1535 spiegava: “Come il camminare e il correre sono esercizi corporali, così si chiamano esercizi spirituali tutti i modi di disporre l’anima a liberarsi di tutti gli affetti disordinati e, una volta eliminati, a cercare e trovare la volontà divina nell’organizzazione della propria vita per la salvezza dell’anima.”

Dalla volontà divina alla voluttà dei vini, dallo spirito all’alcol, il passo è breve ma non così banale. Chiarisce Angelo: “Più sono andato avanti ad occuparmene, per professione o per svago, più mi sono persuaso che bere il vino rappresenti una specie di esercizio spirituale simile, per certi versi, a quello praticato dai filosofi che riflettono sul senso dell’esistenza. Con la differenza che è un esercizio piacevole, alla portata di tutti, e siccome tutti possediamo la consapevolezza di vivere, nessuno può dirsi inesperto. Perfino chi è astemio.”

Insomma, è un po’ come se il buon Ignazio avesse incontrato il demone di Anthony Bourdain at the crossroads, cedendo parzialmente alle sue tentazioni: “il vostro corpo non è un tempio, è un parco dei divertimenti, godetevi la corsa”.

Detto che l’intento dell’autore non è quello di salvare l’anima dei bevitori né di invitarli a sprofondare nel vizio, resta l’evidenza che una volta giunti al termine della lettura ci si senta un pizzico più sereni e sollevati. Forse perché il vino non è lo scopo ma il mezzo, catalizzatore di novanta suggestioni pregne d’ottimismo d’ogni forma e colore, catalogate in ordine alfabetico e associate a centottanta consigli d’assaggio tanto calibrati quanto originali.

Tra le pagine troverete curiosi riferimenti a letteratura, musica, storia, folclore, attualità, sport, un continuo incitamento a godere delle cose belle, buone e giuste, e un costante invito alla ricerca di nuove strade, sempre col bicchiere a portata di mano. Ogni singolo “esercizio” può essere inteso come un’unità indipendente da spiluccare a caso. Ma come un alimento non è soltanto la somma degli ingredienti e dei suoi valori nutrizionali (il vino ne è un esempio lampante), anche Esercizi spirituali per bevitori di vino gode di una forza che si apprezza maggiormente considerando l’opera nella sua interezza.

Il tutto è più della somma delle singole parti, disse lo squartatore alla bambina”. Woody Allen mi riporta a settembre… e con settembre si torna all’inizio.

Esercizi spirituali per bevitori di vino
di Angelo Peretti
Ampelos Edizioni, 288 pagine
25 euro