FacebookTwitterIstagram
12 Gennaio 2023

Mi si è piantato in testa | Champagne Les Coupés 2015 di Nicolas Maillart

Gli anni passano per tutti e, onde evitare di addormentarci prima, le bolle buone di capodanno ce le siamo bevute a cena per poi “sciabolare” una ciofega a mezzanotte. Dei due Champagne pescati, uno mi incuriosiva parecchio: il Blanc de Noirs Les Coupés 2015 di Nicolas Maillart. Un 100% pinot noir che sosta 6 anni sui lieviti e con la rarità champenoise di provenire da una vigna a piede franco del 1973, situata a Ecueil (Montagne de Reims) e con suolo sabbioso di epoca Thanetiana.

Il vino inizialmente faceva buon viso a cattivo gioco, introverso, timidino, simpatico ma ruvido, si limitava a soffici note ossidative di pan di Spagna, pasticceria e nulla più. Ma col passar del tempo, con respiro e una temperatura più adeguata è sbocciato, sono arrivati gesso e una manciata di frutti rossi, il sorso si è fatto più cremoso, a tratti felpato, pungolava papille e fin di bocca con materia e spessore smussati e trainati da una vivida acidità, un’altalena di peso e leggerezza, un binomio saliva-piacere davvero ammaliante, che ha costretto nell’angolo l’altro Champagne che gli era a fianco (il Pure Mesnil di Franck Bonville). Idillio (purtroppo) breve ma intenso e bottiglia prosciugata in quattro con grande agilità.

Quanto alla vinificazione, base Champagne lavorata in barrique con fermentazioni spontanee e lieviti indigeni, che oltre a non subire né chiarifiche né filtrazioni non fa nemmeno fermentazione malolattica. Prodotto in quantità limitate (circa 3.300 bottiglie e 180 magnum) e solo nelle annate che lo consentono, questo 2015 di sboccatura gennaio 2022 è un extra-brut da 2 g/l.

100 euro spesi benissimo. Ripensandoci a posteriori, forse avrebbe meritato più ossigenazione oltreché contemplazione della mezz’ora che gli abbiamo concesso, ma quel poco tempo è bastato per rimanermi in testa, e a distanza di giorni c’è ancora.

Generated by Feedzy