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3 Gennaio 2023

L’amante deluso

Festeggiare i quaranta mi suggeriva un po’ di follia e all’amore non si comanda. Morale della favola, a pochi giorni dal compleanno ho speso 260 euro per amore, anzi, per il vino degli innamorati, una pazzia chiamata Chambolle-Musigny 1er Cru Les Amoureuses 2013 di Amiot-Servelle. Come ha scritto una volta qualcuno, “è tra le versioni più povere di questo vino” ma sulla carta e per i miei standard di spesa andava benissimo.

Com’è andata?
Un acquisto dal retrogusto un po’ amaro: bottiglia aperta tre ore prima di cena e, nel bicchiere, chiusa come una cassaforte. Senza farmi prendere dal panico, ho posticipato il tutto al giorno dopo, dove finalmente il vino sboccia, si apre a profumi nitidi e incredibilmente giovanili come violette, mirtilli neri e piccoli cenni di spezie orientali, il corpo è esile, il tannino un po’ mordi e fuggi, il tutto elettrizzato da una scarica di acidità e poi? E poi niente. Tutto qui. Un vino abbastanza semplice più che un mostro di sensualità, dalla beva neanche troppo impegnativa ma privo di quella classe, tridimensionalità, insomma di quella freccia di Cupido che ci si aspetta da un prodotto di quel calibro.

Mi aspettavo di più? Molto di più, specialmente se penso a che razza di vigna sia Les Amoureuses, per la quale mi limito a riportare un trafiletto estratto dal libro Le vigne della Côte-d’Or di Armando Castagno: “un vigneto capace con regolarità di donare agli appassionati uno dei più grandi rossi al mondo; oltre che al Musigny, è a questo cru e all’espressione dei vini che se ne ottengono che è legata la fama planetaria di Chambolle-Musigny.”
Una mezza delusione insomma, che conferma ancora una volta che oltre vitigno, suolo e territorio, la cosa più importante è sempre chi il vino lo fa.

Corollario.
Pochi giorni dopo, è bastato un “semplice” Bourgogne 2014 a farmi tornare sorriso e passione. Niente cru ma un blend di vigne straordinario pur nella sua semplicità, per beva, grazia, profondità, prodotto da un certo Robert Groffier, da qualche anno ormai tra i must producer dei rossi di Borgogna, che guarda caso da vita a uno tra i Les Amoureuses più deliziosi in circolazione.

Alla prossima pazzia… sperando vada meglio.

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