FacebookTwitterIstagram
27 Dicembre 2022

IntravinoCup – Selezione Naturale | Adesso si decide la finalissima (e una nota di Adriano Zago)

233 risposte per arrivare alle Semifinali. Queste settimana si decide chi arriva in finale.

Ma andiamo con ordine e passiamo in rassegna i risultati dell’ultimo turno, perché c’erano sfide davvero di livello e il nostro gioco perde in questo turno alcuni vignaioli amatissimi dal pubblico di Intravino (in neretto chi ha passato il turno). I voti sono stati meno del solito, ma è comprensibile, dato che eravamo alla vigilia di feste che invece ora iniziano ad essere celebrate. Speriamo che questo gioco e gli articoli che l’accompagnano, possano tenervi compagnia durante questi giorni tradizionalmente votati alla convivialità e ai piaceri della tavola (con una raccomandazione: per favore, non serve esagerare, se potete evitate gli sprechi).

Arianna Occhipinti 92 – 141 Foradori
Le Boncie 98 – 135 Emidio Pepe
Stefano Amerighi 98 – 135 Gravner
Zidarich 115 – 118 Radikon

Le semifinali, va da sé, saranno:

Foradori – Emidio Pepe
Gravner – Radikon

E vi do subito QUI il link per andare a votare.

Quanto segue sono le brevi presentazioni delle aziende in semifinale, una fatta da me e l’altra da un amico: Adriano Zago. Adriano lo conoscete e, se non lo conoscete, qua trovate una bella intervista. Quelle che seguono sono le sue parole per presentare Foradori ed Emidio Pepe, due aziende di cui è consulente e che si confrontano nella prima semifinale.

Foradori – Emidio Pepe

Foradori
Vivere tutto come un ciclo e non sentirsi mai arrivati
: terra sana, famiglia, sogni, anfore, territorio, amore, disciplina. Questi per me alcuni degli elementi che ho sempre sentito vivi e mai rifiniti abbastanza ogni volta che mi avvicino e lavoro con le materie e le energie della grande officina rinascimentale di casa Foradori.
Il vino?
Ah sì! C’è anche quello! E bevendolo tutto questo parla… agli animi gentili.

Pepe
Un uomo, Emidio, lancia delle visioni tanto surreali quanto solidissime in un Abruzzo di 50 anni fa e due generazioni di donne lavorano per metterle a terra e crearne di nuove, un’avventura con le radici.

Il vino nella Pepe family è per me un album di famiglia che viene reso pubblico, con grande generosità, per tutti quelli che si avvicinano ad un’annata e ad un vino con la curiosità di ricordarsi come sono andate le vacanze di quella estate, per citare Veronelli.
Un caso letterario perfetto per quelli che stanno ancora decidendose mettere il vino naturale tra i fine wines, i vini buoni, i vini sani. Dai Pepe il vino è vino.

 

Gravner – Radikon

Quanto segue è il riadattamente di un pezzo che dedicai anni fa alla Ribolla di Josko Gravner (un pezzo pubblicato su una rivista generalista, di costume e attualità e quindi non pensato per un pubblico di esperti), ma che credo possa calzare anche per i vini di Stanko Radikon e così, l’ho un poco riadattato.

Un pensiero radicale potrà non piacerti sempre ed è giusto, perché non è fatto per piacerti. Un pensiero radicale deve sorprenderti, porti una sfida, cambiare anche solo per un attimo il tuo punto di vista. Così facendo ridefinisce ciò che consideri ovvio.
Un pensiero radicale deve spingere anche l’agire ad esserlo. In modo rigoroso. Perché per essere radicale, un pensiero, deve trasferirsi nell’agire. Il pensatore radicale deve essere necessariamente attore, interprete, medium.
Ci sono persone che hanno percorso questa via. Marco Pannella lo ha fatto nella politica, Zeman nel calcio e nel tabagismo, Tex nel Far West.
C’è anche chi lo ha fatto nel vino. Ed è il caso di Josko Gravner e Stanko Radikon. Con le loro Ribolle non riusciranno a piacere a tutti, ma nessuno può rimanere indifferente la prima volta che assaggia quei vini.
Ricordo la prima volta che li bevvi e non ci capivo niente. Mi sembravano così antichi e così moderni. Ed era un po’ lo stesso di quando ascoltavo Pannella su Radio Radicale mentre evocava il Dalai Lama, Don Sturzo, gli uiguri, i montagnard e non ci capivo niente. O come quando le difese avversarie incontravano il Foggia di Rambaudi, Baiano, Signori. E non ci capivano niente.
I vini di Josko Gravner e Stanko Radikon sono la necessaria conseguenza di un pensiero radicale. Ne sono la forma. E andrebbero bevuti almeno una volta, anche solo per potercisi confrontare.
Oggi viviamo la tragedia di un radicalismo senza pensiero. L’agire che ne segue è mero opportunismo. Un bieco lisciar di pelo con parole cattive e gesti peggiori. La forza del radicalismo senza pensiero è che non richiede sforzi per aderirvi. Si spande come una macchia d’olio, spontaneamente.
Credo che, per non arrendermi, farò serata con bottiglie di Ribolla, mentre guardo una partita del Foggia di Zeman e invece della telecronaca tengo Pannella alla radio in sottofondo.

Nell’augurarvi buone feste, magari bevendo proprio i vini dei nostri semifinalisti, vi lascio il link per votare, ricordandovi che avete tempo fino a venerdì.
Noi ci vediamo a inizio del nuovo anno con la finale di questa lunga IntravinoCup!

CLICCA QUI O IL BANNER SOTTO PER VOTARE

Generated by Feedzy