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21 Dicembre 2022

Eccopinò 2022 | Cosa hanno da dire i Pinot Nero dell’Appennino Toscano

Quando il pinot nero in tutte le sue forme chiama, rispondo presente. Così è stato per Eccopinò 2022, evento svoltosi il 5 dicembre scorso e organizzato dall’associazione Appennino Toscano: un gruppo molto variegato di vignaioli (ad oggi 16*) distribuiti geograficamente in un’area piuttosto grande – dal confine con la Liguria fin quasi alla provincia di Arezzo – ma uniti dalla coltivazione di un vitigno ostico come il pinot nero.

Arrivato ormai alla decima edizione (dal 2012, anno di nascita di Appennino Toscano), Eccopinò è una sorta di festa dei vignaioli che ne fanno parte ma forse associazione ed evento meriterebbero più visibilità e pubblico. Non esiste un sito internet, account social non pervenuti e la location – per quanto Barga (cuore della Garfagnana, provincia di Lucca) sia un paesino carinissimo – volendo ampliare la portata dell’evento non è esattamente il posto più comodo per accogliere più delle 140 presenze di questa edizione 2022.

La presentazione dell’evento al Teatro dei Differenti

Ma veniamo alle note più interessanti, i vini.

Veloce premessa. Non sono andato con l’idea di trovare il “Grand Cru del Mugello” o un “Cros Parantoux del Casentino”. Nella confusione generale dei banchi d’assaggio dell’evento ho testato 23 pinot nero (di cui uno rosa e uno spumatizzato) diversi per annata, azienda e stile. Quelle che seguono sono le impressioni d’assaggio dei sei vini per me più significativi e non nego che mi piacerebbe riassaggiarli con più calma in futuro. I prezzi indicati sono frutto di una ricerca online.

Pinot Nero 2019 – Podere Civettaja (Casentino) – € 60/70
Elegante, pulito, dal sorso famelico, ordinato, profondo. Senza dubbio uno tra i cinque migliori pinot nero italiani. Una garanzia.

Pinot nero 2021 – Aliotti (Val Tiberina) – in Anteprima 
Azienda giovane, 3 ettari di solo pinot nero, terza annata in cui si è abbandonato il legno per puntare definitivamente sul cemento non vetrificato. Uscirà ad aprile 2023 ma già oggi, con un mese in bottiglia, esprime nitidezza di frutto, agilità e un bel caratterino. Da seguire.

Sopra di Sopra Pinot Nero 2018 – Fattoria Brena (Cortona) – € 24
Azienda di soli 1,5 ettari a pinot nero. In questa 2018 ci sono ordine, slancio e una discreta complessità, unica pecca: tostature al naso leggermente evidenti (probabilmente date dal legno), cui magari gioverà un po’ di permanenza in vetro. Nel complesso, davvero buono e ben fatto.

Pinot Nero 2020 – Macea (Garfagnana) – € 31
Inizialmente ridotto, si apre poi su  un’essenzialità di fiori e frutta; bocca invece fin da subito pimpante, fluida, beverina, solo un po’ corta. È giovane, simpatico, e crescerà.

Terra di Ponente 2021 – Bacco del Monte (Mugello)
L’ho preferito al fratello aziendale Monteprimo, perché più essenziale, affina in cemento ma appare più realizzato, schietto, succoso. Un pinot nero delicato, semplice, carino oltreché giovanissimo.

Ventisei Pinot Nero 2019 – Il Rio (Mugello) – € 32
Paga con un po’ di freddezza iniziale un assaggio a pochi minuti dall’apertura, ma è comunque nitido, preciso, leggiadro, e migliora col riassaggio. Era un po’ che non lo assaggiavo ma conferma le buone impressioni che mi fece in precedenza. Altra buona garanzia.

In chiusura, qualche considerazione sui restanti assaggi. Nessun vino palesemente fuori fuoco ma tanti, troppi campioni mostravano un uso eccessivo del legno – dal forte tostato fino al vanigliato dolce – frutta in gelatina, marmellata o, al contrario, toni verdi/erbacei e tannini a dir poco ruggenti: non esattamente icone di eleganza. L’augurio ai vignaioli di Appennino Toscano è che assaggi incrociati e confronto possano favorire maturazione stilistica e consapevolezza tecnica di tutti i produttori.

* Queste le aziende dell’associazione Appennino Toscano presenti all’evento: Aliotti, Bacco del Monte, Borgo Macereto, Cantina Bravi, Casteldelpiano, Fattoria Brena, Fattoria di Cortevecchia, Fattoria il Lago, Frascole, Macea, Omina, Podere della Civettaja, il Rio, Tenuta Baccanella, Terre di Giotto.

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