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14 Dicembre 2022

Com’è il piccolo vino di un grandissimo produttore (Dauvissat)

Ho un debole per Chablis – anche nella versione Penny Market – ma stavolta si fa sul serio. Tra le aziende, è cosa nota che a Chablis i must siano due: Dauvissat e Raveneau. E proprio qui, viste anche le cifre astronomiche di Premier Cru e Grand Cru, è nata la mia curiosità: come sarà il vino più piccolo di uno dei due mitici produttori?

Ho trovato il Petit Chablis 2015 di Vincent Dauvissat a 64 euro e non me lo sono fatto scappare. Rispetto a Raveneau, ai vini di Dauvissat viene generalmente riconosciuta maggior verticalità e attinenza col territorio, e da questo punto di vista, il vino nel bicchiere è stato un campione particolarmente rappresentativo dell’idea Chablisien: uno chardonnay che arriva dal freddo, ma veramente.

Nasce da un unico appezzamento sopra il Grand Cru Les Clos, col quale condivide la piena esposizione a sud, cure e accorgimenti sostenibili in vigna, oltreché vinificazione e maturazione minima di un anno in barriques. Trattandosi di 2015, poi, i quasi sei anni in bottiglia permettono di intuire al meglio consapevolezza espressiva e traiettoria: alla cieca, avrei pensato ad un vino con 3 o 4 anni in meno.

Com’è nel bicchiere? Trasuda carattere, eleganza, ha un sorso d’acciaio, verticale e senza spigoli, scorre di netto sulla lingua come uno scivolo Kamikaze, dritto in gola e splash (!), lasciando la bocca con una bellissima sensazione di pulito, di roccia, fiori e frutta appena colti, insomma: petit de nom mais Grand.

Intendiamoci, non è un vino da fuochi d’artificio, quindi non aspettatevi effetti speciali o sentori fantasmagorici. Non è nemmeno uno di quei vini “colossal” infiniti e struggenti al palato: se vogliamo, è un cortometraggio breve ma intenso, che lascia il segno e invita contagiosamente al riassaggio.

La bottiglia finisce presto ma trasmette una voglia matta di partire alle volte di Chablis, perché questo vino mi ci ha letteralmente catapultato, seppur per poche sorsate, minuti… Attimi di freddo, gelo, kimmeridge e chardonnay: eccola Chablis.

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