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2 Novembre 2022

Jacques-Frédéric Mugnier, un Musigny da 100/100 e la poesia di Les Amoureuses

L’aviatore Frédéric vola con grazia indicibile sui vigneti di proprietà mostrando cosa significhi unire perfezione ingegneristica e terroir irripetibili. Mano ferma, coerente e decisa nelle scelte e delicatezza estrema in vinificazione contraddistinguono il suo lavoro e dietro la sua apparente scontrosità e riservatezza nasconde la passione dell’esteta che scolpisce grandi capolavori anno dopo anno. Un approccio profondo che non esclude mai la ragione e lascia la passione al di fuori del lavoro, una passione che però in qualche modo riemerge prepotente nei bicchieri, tra i più straordinari che un assaggiatore possa mai provare in vita sua.

L’immagine del suo ultraleggero sdraiato tra vasche e botti in cantina è perfetta in questo senso, per quanto ossimorica e particolare possa sembrare. La storia del Domaine inizia nel 1863 con l’antenato Frédéric Mugnier, già produttore di liquori di successo (assenzio e vermouth) a Digione che compra 20 ettari dei migliori vigneti nei comuni di Chambolle e Nuits.
Nel 1950, dopo la crisi economica del 1930 e le due guerre, Jacques-Frédéric, pronipote del capostipite Frédéric, vende il business dei liquori e dà in affitto i vigneti ad un negociant di Nuits-Saint-Georges. Il contratto di affitto scade nel 1978 e, 6 anni dopo, l’attuale Frédéric Mugnier, figlio di Jacques-Frédéric, prende in carico il Domaine cominciando a produrre vini dai vigneti di Chambolle Musigny. Quelli di Nuits, invece, dopo anni di gestione Faveley tornano alla casa nel 2004, annata dei primi Clos de la Marechale targati Mugnier.

I vini di Chambolle sono esattamente come li sogniamo e li tramandiamo in ogni lettura del territorio ovvero seducenti, eleganti, raffinati, di classe, traboccanti di profumi sensuali e femminili senza mai essere stucchevoli mentre a Nuits l’energia e la forza emergono prepotenti, per quanto la mano di Frédéric sia sempre delicata, specialmente con il paradigma del grappolo completamente diraspato sempre e comunque.

Frédéric ci ha guidati qualche mese fa in cantina con assaggi 2020 da botte e alcune bottiglie di annate precedenti già presenti sulla barrique/tavolo di degustazione. La vendemmia 2020 si è svolta tra il 25 e il 30 agosto con una resa media per ettaro di 25 ettolitri, simile a quella della 2019, che è stata più regolare come epoca di raccolta.

Frederic inoltre ha aperto per noi un Musigny 2014 pescato dalla riserva personale e poi a cena si è presentato con due magnum, una di Les Amoureuses 2006 e una di Les Fuèes 2018. Merci beaucoup!

[Le note di degustazione che seguono vanno lette come un flusso di coscienza figlio della trance letteraria ispirata dai vini, ndr]

Mugnier Chambolle Musigny Village 2020
Acqua di ciliegie, oliva, sandalo, pepe immersi in una dolcezza strepitosa epitome Chambolle, il sorso è suadente ricco e freschissimo svenevole quasi per intensità fruttata, balsamico e fitto, splendido e adorabile nel suo essere intensamente Chambolle. 94

Chambolle Musigny Les Fuèes 2020
Vigna confinante con Bonnes-Mares con cui condivide molte caratteristiche (per fortuna non il prezzo…), parte subito su tono pepato nero, dolce di mora e mirtilli, suadente fitto con tannino che esalta freschezza, timo e rosmarino, tocco fumé e dolcezza, salmastro, iodato e gradevolissimo come spesso gli accade, oggi con questa annata e così giovane si mostra bello incalzante e ricco. 95

Bonnes-Mares Grand Cru 2020
Roccioso, ricco, polpa di ribes nero, frutto e suadenza di carnalità, susine in confettura, dirompente sensualità, arrembante e ricchissimo, tannino stupendo, da attendere anni ma anche oggi l’esplosività fruttata e balsamica sono pazzesche, cardamomo ebanisteria nobile, torna ciliegia nel finale. 98

Chambolle-Musigny Les Amoureuses 2020
Stupefacente armonia e delicatezza, spezia, ginepro, florealità dolcissima, finezza sublime, ciliegia e more carnosissime, souplesse straodinaria, tannino soave e rigido, dolcezza infinita che si rigenera nella viola, rosa Damasco, sorso che ti cattura e non ti lascia più. 99

Musigny Grand Cru 2020
Da una parcella interamente situata nel subclimat denominato Grand-Musigny, vigne piantate tra il 1947 e il 1962, solo un 15% ripiantate nel 1997 che per adesso confluiscono nel vino village. Produzione annuale tra 2.000 e 5.000 bottiglie. Il vigneto più desiderato e inarrivabile di Borgogna tiene fede alla sua fama con una definizione incredibile. Trattasi di vino ipnotico, etereo e finissimo: ostenta un frutto in altissima definizione contornato da spezia incredibile a ondate, a tratti esotico muschiato e floreale, sprigiona sensualità e nettezza, rimane sempre arioso etereo dispensando grazia e golosità mentre il tannino spande magia rocciosa. Un liquido che già si fa sentire e godere a piena bocca, sublime e praticamente inarrivabile per come coniuga potenza energia e dolcezza infinita da scovare strato dopo strato. 100/100

Nuits-Saint-Georges Clos de la Marechal 2020
Ricco scuro ricco e saporitissimo, pepe nero, spezia cumino mallo di noce, stupefacente ricchezza di tannino e carnosità, lieve affumicato e carattere Nuits che conquista a schiaffi per ora ma non te ne vuoi allontanare mai. Vino schietto diretto e di tanta soddisfazione. 94

Chambolle-Musigny 2019
Dolcezza, ciliegia more e ribes nero pepe e fumé sostanza e finezza, profondità di gusto e piacevolezza rocciosa con rimandi lunghissimi e balsamici. 93

Nuits-Saint-Georges Clos de la Marechal 2019
Pieno ricco aperto e solare, amarene e pepe, cacao e olive,  ricco pieno roccioso con un inizio di apertura e tanta ricchezza piena . Eleganza misurata in una versione energetica e sontuosa. 94

Chambolle-Musigny Les Fuèes 2018
Cassis, violetta, pepato e ricco intenso ma sempre fine ed elegante, lunghezza stile e rocciosità, saporito e pepato, grana importante ma danza sempre lieve in bocca. 94

Musigny Grand Cru 2014
Naso importante e intenso ciliegie e ribes nero, i toni sono freddi ma sempre sensuali dolci e dotati di definizione e ricchezza stupefacenti, rimandi di timo ginepro e salsedine, sorso con tannino spettacolare tridimensionale e profondissimo , grazia infinita che non nasconde potenza, coccoina mandorla sandalo e cumino, pepe di Sichuan. Il bicchiere finisce senza finire mai veramente , si aggrappa al palato ma è in una fase embrionale pazzesca mostrando i suoi strati quasi con violenza . Eppure non riesci a staccarti, è avviluppante e maestoso, ti abbraccia e non ti lascia facilmente. 99

Nuits-Saint-Georges Clos de la Marechal Blanc 2019
Si assaggia dopo tanti terremotanti rossi ma da bravo bianco di Borgogna non si intimorire, anzi. Si svela piccante, floreale campestre e poi mela cotta susina e pepe bianco , zenzero e arancio candito , pompelmo e susina , ricco e saporitissimo con una concentrazione di materia superlativa ma mai appesantita nel suo slancio sapido 93

Per finire, gli assaggi della cena conviviale.

Chambolle-Musigny Les Amoureuses 2006 (Magnum)
Sanguigno terroso poi svela tante prugne selvatiche e rosa canina, incenso e sandalo, rosmarino , alloro, un vino che ti danza in bocca come una gazzella ma punge come un’ape sul finale dove svela il suo volume e tridimensionalità di corpo e struttura senza fretta. 97

Chambolle-Musigny Les Fuèes 2008 (Magnum)
Rabbioso e croccante, scuro e intenso, piccantezza e frutto soave, mela susine pepe e ampiezza, tannino a briglie sciolte, saporito agrumato e che sparge cardamomo e sandalo. Lunghezza ricca e divertente. 94

I prezzi dei vini non sono nemmeno menzionati perché finirebbero per distogliere l’attenzione dalle bottiglie. In estrema sintesi, si tratta mediamente di alcune delle etichette più costose al mondo.

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