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18 Ottobre 2022

The Bear, una serie eccezionale. Già da sola vale l’abbonamento a Disney+

Attenzione: contiene Spoiler criptati e di cui quindi potreste accorgervi solo avendola già vista.

Non sono un super malato di serie tv ma quando mi prendono le brucio in una giornata e così è successo con The Bear, fruibile in Italia grazie a Disney+. Una piattaforma che, in un catalogo pieno di Topolino, Paperino e Star Wars, quando il parental control sconfina oltre i 16 anni offre anche qualcosa di più serio e interessante.

 

The Bear: un orso che da incubo diventa opportunità 

Ambientata a Chicago, tra fast e street food, cosplayer e spacciatori, The Bear segue le vicende di Carmen ‘Carmy’ Berzatto (Jeremy Allen White, il Lip di Shameless), chef de cuisine ventenne e di successo che, dopo aver domato la cucina di uno dei migliori stellati d’America, decide di tornare a casa per via dell’improvvisa scomparsa del fratello Michael (Jon Bernthal, già visto in The Walking Dead e The Punisher), da cui riceve in eredità il The Original Beef of Chicagoland, piccolo ristorante di famiglia.

Per Carmy, l’abitudine di lavorare in posti elitari – dove organizzazione e cura del dettaglio sono la prassi – si scontra con la totale disorganizzazione e le tante problematiche di un locale ormai fermo agli anni ’70 e sull’orlo del collasso a causa dei pesanti debiti finanziari lasciati dal fratello suicida.

Il rilancio passa per la rivisitazione del vecchio menù, la strutturazione dello staff in brigata, gli attriti col miglior amico del fratello (Richie, anche lui parte della squadra del ristorante), una nuova e determinante assunzione e il difficile rapporto con sua sorella: queste alcune delle dinamiche rappresentate, con una modalità di racconto che è poi il vero valore aggiunto di una serie in cui, se ti immergi, rischi veramente di scoprirti masochista. Potentissimo il fascino di un frenetico quanto asfissiante vivere la cucina, spesso trasmesso al pubblico che guarda attraverso lunghi piano sequenza in cui suspence, ansia e musica (azzeccatissima, merita una menzione speciale) si fanno sempre più martellanti, riuscendo a creare un’empatia con i personaggi talmente viscerale e magnetica da farti vivere quasi le loro stesse emozioni.

Ognuno degli otto episodi, di circa mezz’ora, è un frullato di vita reale, dove non mancano momenti di riflessione, comicità, azione e colpi di scena. Tra turni di lavoro svilenti, ricadute e drammi psicologici, questa è una serie che tocca tematiche sensibili e troppo spesso taciute nella quasi totalità dei format di cucina cui siamo abituati.

In una ristorazione sempre più mainstream ma assiduamente raccontataci in modo fasullo e superficiale, The Bear è carne cruda impiattata e servita, una battuta al coltello sanguigna e saporita a cui non servono sale, ulteriori condimenti o decorazioni per risultare gustosa, bella e genuina.

Una serie che può e dovrebbe vedere chiunque, in cui poi chi ha vissuto o vive tuttora queste dinamiche non potrà non riconoscersi e immedesimarsi.

Avvertenza per chi l’avesse già vista: i commenti con spoiler verranno cancellati. Grazie.

The Bear su Disney+

[Foto cover: Disney+. Foto interne: NBC news]

 

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