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4 Ottobre 2022

Tra boutique d’alta moda e vigna. Mezzo ettaro in Alto Piemonte e i due vini dei fratelli Castaldi

L’Alto Piemonte è una di quelle zone ancora un po’ sconosciute al grande pubblico del vino. Territori nascosti e apparentemente poco ammiccanti in cui non trovi vigne pettinate come in altre parti della regione ma luoghi in cui, specie ultimamente, sprizza tanto entusiasmo e voglia di fare come in poche altre zone d’Italia.

Il Piemonte del nord – quel comprensorio tra le province di Biella, Vercelli, Novara e Verbano-Cusio-Ossola – ha un passato vitivinicolo di tutto riguardo, ben più produttivo e importante di quello che si pensi, ma fu il boom economico del secondo dopoguerra, col fiorire di fabbriche e industrie, a condannarne le sorti verso un ripido declino: un flagello che portò all’abbandono dell’agricoltura in favore di un lavoro più sicuro e meno usurante. Fu un’epoca di “braccia strappate all’agricoltura”, letteralmente.

L’entusiasmo che si respira oggi in questi luoghi è ancora lontano dal blasone di inizio ‘900 ma, se il buongiorno si vede dal mattino, quelle braccia pian piano sembra stiano tornando a calcare la terra. Un percorso di crescita recente che è tangibile e che passa anche dalla nascita di tante realtà – tendenzialmente piccole e animate da giovani – che con la voglia di esprimersi attraverso il vino non dimenticano tradizione e genuinità.

Tra le nuove realtà che ho recentemente scoperto ce n’è una piccolissima che seguo da più di un anno: quella di Luca e Andrea Castaldi. Due fratelli – rispettivamente di 30 e 35 anni – che, al lavoro in una boutique di alta moda a Milano, alternano sudore e fatica tra vigna e cantina.

La passione per il vino e per il territorio ha suscitato in loro una voglia talmente spasmodica da portarli a “spingere” notte e giorno, weekend e tempo libero compresi, per realizzare il sogno di produrre in proprio. Dopo aver ristrutturato e adibito a cantina la vecchia casa di famiglia a Cavaglio d’Agognia (NO), tra depositi fluviali, sabbie e argilla, hanno anche acquistato mezz’ettaro di terreno nell’areale di Ghemme. Non secondariamente, a seguire e consigliare i F.lli Castaldi c’è Tiziano Mazzoni, figura di riferimento nel novarese nonché loro parente.

Dopo quattro anni di sacrifici, è finalmente arrivata la prima annata (2020), una produzione limitatissima di sole 1.116 bottiglie per due diverse etichette: un nebbiolo con 13 giorni di macerazione sulle bucce e passaggio di sei mesi in barrique usate e una vespolina – vitigno tradizionale altopiemontese sempre troppo sottovalutato e purtroppo poco valorizzato in purezza – affinata in anfora (Artenova). In futuro, c’è il progetto di crescere e allargare la produzione ad un Ghemme, ma sempre mantenendo questa misura d’uomo.

Colline Novaresi Doc Nebbiolo 2020 (18 €)
Lucente e di tonalità rosso Ferrari che emana fiori di campo, dolci amarene, liquirizia da masticare e spunti ferrosi, il sorso è snello, dinamico, esaltato da vampate di sale e pepe tritato che aprono il sipario a un fiume di acidità, frutti rossi e tannini sabbiosi. Vino giovane ma già buono, pulito, ricamato, in cui non manca prospettiva e la tipica verve acida di questi territori.

Colline Novaresi Doc Vespolina 2020 (22 €)
Di color porpora profondo, subito chiodi di garofano, rosmarino e una ciliegia nitidissima, gira in bocca pepato, formoso, ma scorre via liscio liscio senza impegnare troppo la beva. Tannino ruvido ma che non morde e tanta sapidità a chiudere. Vespolina già godibile, gustosa e con una certa complessità, cosa non così scontata se guardiamo le tante versioni senza ne capo ne coda che spesso trovi sul mercato.

Postilla.
Sono consapevole che scrivere di chi ha mezzo ettaro di vigna possa sembrare una pazzia, ma la sensazione è che realtà piccoline come questa siano ormai assai diffuse un po’ ovunque in Italia e termometro di qualcosa. (Solo pochi giorni fa, Antonello Buttara parlava di Aurete, per esempio, ndr). Il piccolo e artigianale non è di per sé garanzia di bontà e successo ma di certo testimonia un fermento da tenere d’occhio. Se poi alle dimensioni micro si sposano buone visioni, lungimiranza e “manico”, le sorprese non mancano. L’assaggio di questi due vini conferma che Luca e Andrea hanno le idee chiare e, se tanto mi dà tanto, il meglio deve ancora venire.

Fratellicastaldi.com

Via Piave, 14, 28010 Cavaglio D’agogna NO

+39 346 431 7867

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