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19 Luglio 2022

Compleanno e consuntivo per i primi 10 anni della Società Excellence

Per decenni competitors e anche un pò nemici, si son fatti la guerra a colpi di agenti e commesse, oggi però festeggiano 10 anni di alleanza e collaborazione all’interno della Società Excellence, che riunisce i più importanti distributori e importatori di vini e distillati in Italia.

Traguardo per nulla scontato anche in virtù di quanto detto da Leonardo Sagna, figlio di uno dei fondatori, in occasione del compleanno festeggiato lo scorso 7 luglio al Four Seasons di Milano: “Fare sinergia, a un certo punto, è stato molto più importante che farsi la guerra. In altri paesi ci sono arrivati molto prima di noi e sono riusciti ad avere più peso come categoria e molto più valore, inoltre facciamo tutti lo stesso mestiere e abbiamo tutti gli stessi problemi quindi se ci mettiamo insieme li risolviamo più facilmente”. Più valore non è un modo di dire perché 260 milioni di euro di fatturato complessivo sono una cifra mica da ridere, confortata da importanti prospettive di crescita per i prossimi anni.

A dimostrare quanto sia in salute questo sodalizio c’è l’ormai affermata Modena Champagne Experience, che ogni anno allarga la platea di produttori d’Oltralpe e si candida a diventare una delle manifestazioni di riferimento per la tipologia. E non è una sorpresa che si punti così tanto sulle bollicine in Italia perché i numeri parlano chiaro: dal 2011 al 2021 il consumo di vino spumante è aumentato del 15% (25% sul totale), rosicando praticamente la stessa percentuale ai rossi. Per non parlare del fatto che anche nell’import di vini esteri in Italia domina la categoria con in testa lo Champagne.

Ma c’è anche un altro indicatore molto interessante e di natura trasversale da sottolineare: in 10 anni è praticamente raddoppiata l’estensione del vigneto bio nel nostro paese (da circa 52 mila ettari a circa 117 mila) e questo si porta dietro tutta la pressione e la passione mediatica sul tema. Un trend che non accenna ad arrestarsi tanto che Denis Pantini, responsabile Nomisma Wine Monitor presente all’evento, lo inserisce tra quelli del prossimo decennio.

Così ci si ammorba pure la prossima decade coi soliti discorsi sul biologico, naturale e compagnia cantante come panacea di tutti i mali mentre si sa che le cose sono sempre più complesse e più interconnesse di come sembrano, e c’è ancora un bel pò da verificare. Forse proprio per questo che anche Christian Bucci (Les Caves de Pyrene) non usa mezzi termini: “Il vino naturale avrà vinto quando verrà definito semplicemente vino. Poi resteranno stili, approcci e filosofie ma non banali etichette. Il mio principale obiettivo è quello di selezionare produttori artigiani di vini puliti, belli e bevibili. Non mi interessano i ragionamenti a priori, scelgo solo quello che mi piace in base a questi canoni”.

Un pensiero che trova diversi altri colleghi distributori a sostenerlo più o meno esplicitamente. La riprova sta in alcuni dei vini proposti in degustazione e, di conseguenza, nella filosofia dei loro produttori, particolarmente attenti all’ambiente, alla sostenibilità e alla territorialità. Pescando un paio di menzioni degne di nota, direi Tarlant con il suo Champagne Brut Nature e Egon Müller maestro del riesling. Il primo è un vino ottenuto da chardonnay, pinot nero e pinot meunier pressoché in pari proporzioni. Al naso, note fresche dei fiori bianchi, agrumi e nocciola non tostata; in bocca molto equilibrio, eleganza e una freschezza perfettamente a supporto della bevuta. Uno di quegli Champagne che è già finito prima ancora di cominciare. Il secondo è un riesling nel pieno stile della Mosella (Scharzhof 2018), immancabilmente fresco ma con un leggero residuo zuccherino che lo rende meno spigoloso e subito apprezzabile, senza l’effetto scimitarra acida. Al naso è davvero divertente perché oltre al consueto idrocarburo c’è anche una nota di vernice da scarpe molto evidente, poi agrumi, pesca bianca, fiori non meglio identificati, ecc, ecc, ecc. Una di quelle bottiglie che si è ritagliata una certa fama e che promette di durare secoli.

Cara Società Excellence, ci rivediamo tra 10 anni e vediamo cosa sarà successo.

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