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18 Luglio 2022

Vi facciamo vedere com’è Mouton Rothschild 1996 disegnato dall’Intelligenza Artificiale

Forse avrete già sentito parlare di Intelligenza Artificiale.
L’I. A. (in inglese A. I., Artificial Intelligence) è una disciplina che studia se e in che modo si possano realizzare sistemi informatici intelligenti in grado di simulare la capacità e il comportamento del pensiero umano. Se ne parla in questi giorni perché è stato possibile utilizzarla per disegnare la cover di un magazine come Cosmopolitan, facendo in 20 secondi il lavoro di una settimana di un grafico professionista.

Usando le giuste entrature informatiche abbiamo avuto anche noi l’opportunità di avere accesso a Dall-E, un sistema di Intelligenza Artificiale in grado di creare immagini e opere d’arte realistiche a partire da una descrizione in linguaggio naturale.

Abbiamo fatto una prova con la descrizione di una degustazione e il vino scelto è stato un mio recente fortunato assaggio, ovvero Mouton Rothschild Pauillac AOC 1996.

Eravamo molto curiosi di capire come uno strumento del genere possa essere applicato alla degustazione del vino.
Il testo caricato è stato questo: “un affresco pirotecnico di frutto rosso e nero, china calissaia, cola e incenso, ematico e iodato, caffè africano, mallo di noce, scatola di sigari e sottobosco autunnale, sorso fine elegante con una tensione costante tra dolcezza speziata a culminare in carrube e pepe nero, tannino che tiene botta e accompagna al piatto, in fase distensiva”.

Tradotto in inglese (e togliendo il riferimento  alla parola sangue che per ora non è raffigurabile) viene all’incirca così: “red and black fruit, cinchona calissaia, cola and incense, African coffee, walnut husk, cigar box and autumnal undergrowth, elegant fine sip with a constant tension between spicy sweetness culminating in carob and black pepper, tannin that holds up and accompanies the dish, in a relaxing phase”.

Dall-E ha elaborato i dati e ci ha inviato come risposta tre immagini, sinceramente impressionanti non tanto per la precisione nel ritrarre i sentori e i profumi quanto per il potere evocativo del mood che il vino ha suscitato in me.

Ecco la prima.

 

Questa la seconda.

E infine questa terza, dove la nostra A.I. dimostra di avere buon gusto nello scegliere il bicchiere ma un po’ meno nel riempirlo correttamente.

Si parla spesso di come le macchine a volte sostituiscano l’uomo – anche nelle degustazioni di vino: L’intelligenza artificiale licenzia sommelier e wine critics (e fa bene) – ma una cosa è certa: dimostrazioni di A.I. come questa evidenziano come l’integrazione tra uomo e macchina possa suscitare emozioni, evocando rappresentazioni concrete, in questo caso pittoriche, di idee e sensazioni astratte molto simili a quelle che ci evoca un bicchiere di un vino incredibile come Mouton Rothschild 1996. A cosa porterà tutto questo lo capiremo meglio negli anni a venire.

[Foto]

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