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13 Luglio 2022

La Francia eterna, e poi quella vera. Gli ettari vitati parlano chiaro (2006 vs 1961)

Esistono cose di comune conoscenza che non mettiamo mai in dubbio. Sono così, lo sappiamo. Ci sono le Alpi che sono alte, nevose e con le mucche per fare il formaggio. Ci sono i vini francesi, che dai tempi di Pipino il Breve sono sempre stati fatti con i “cinque grandi” vitigni, nelle stesse zone e addirittura nelle stesse parcelle. E che in quelle parcelle producono sempre lo stesso vino, della stessa qualità. Lo sappiamo tutti, è così ed è sempre stato così. Per non esagerare, perché esagerare è da maleducati, diciamo che è stato così almeno da quando esiste il sistema dei cru di Bordeaux. Ovvero dal 1855. Lo sappiamo tutti, è così.

Poi leggo su internet una curiosa tabella, presa da un libro di Pierre Galet del 1962: Cépages et Vignobles de France, Tome III. E scopro qualcosa di davvero sorprendente: la ripartizione degli ettari tra i vari vitigni in Francia è totalmente diversa da quella che “tutti sanno”. È proprio un altro posto, non può essere la Francia.

Perplesso, controllo sull’Enciclopedia vitivinicola mondiale di Pier Giovanni Garoglio, che è un testo affidabilissimo. I dati paiono tornare. Poi cerco su internet i dati riguardanti la ripartizione attuale dei vitigni in Francia, e gioco a metterle a raffronto: la differenza è evidente, ed enorme.

Solo sessanta anni fa esisteva una Francia del vino diversa da quella di oggi ed è presumibile che fosse così anche pochi anni fa, perché il passaggio non può che essere stato lento e graduale. La ripartizione che ho usato come raffronto è del 2006 (dati Viniflhors 2006), non proprio di oggi, perché quella del 2021 non l’ho trovata. Per cui la differenza con l’oggi potrebbe ancora più marcata. Ho evidenziato solo le uve rosse, perché l’elenco del 1961 si riferiva a quelle.

Le differenze che colpiscono l’occhio sono tante e alcune quasi incredibili: l’aramon che passa da 160.000 ettari a 3.735 e il merlot da 15.000 a 117.299. I 1.800 ettari di syrah sono diventati 69.698 mentre il cabernet sauvignon da 7.000 è schizzato a 58.940. È evidente che nel 1961 lo “storico taglio bordolese” doveva essere qualcosa di estremamente raro perché non c’erano abbastanza merlot e cabernet per produrlo in numeri significativi.

L’unica cosa che resta stabile è l’estensione complessiva delle uve rosse, sempre tra 600 e 700.000 ettari. Poi c’è una chicca: 31 vitigni scomparsi, erano presenti nel 1961 ma non risultano più nel 2006, e non si tratta di poca cosa: sono quasi 33.000 ettari complessivi. E 11 nuovi vitigni, o meglio presenti ora ma assenti o inferiori a 100 ettari per tipo nel 1961, e si tratta tra tutti di 19.000 ettari.

Ammazza come cambiano i cugini!

Forse è opportuno smettere di dire che sono così da sempre e invece capire che sono capaci in vigna, bravi in cantina, superlativi nel vendere e inarrivabili nel narrare. E che, come noi, hanno una concezione della storicità (come dire?) creativa. Cosa pienamente legittima, naturalmente. Il vino è come un grande albero, con il variare delle condizioni crea sempre nuovi rami poderosi espandendo parti magari davvero storiche (più o meno), ma un tempo minime. O magari va in direzioni del tutto nuove. Perché? Perché non c’è niente di immutabile sotto il sole, manco i vini francesi. E come disse uno che impazziva per lo Champagne: il successo non è mai definitivo e il fallimento non è mai fatale, è il coraggio di continuare che conta.

Ecco intanto l’elenco delle uve più diffuse in Francia con il raffronto tra 2006 e 1961.
Buon divertimento.

 

2006

1961

Merlot

117.299

15.000

Grenache

98.191

72.000

Syrah

69.698

1.800

Carignan

64.500

185.000

Cabernet Sauvignon

58.940

7.000

Cabernet Franc

37.959

14.000

Gamay

33.064

57.000

Pinot noir

28.861

8.000

Cinsaut

23.347

13.000

Pinot Meunier

11.071

6.000

Mourvèdre

9.533

1.000

Cot (Malbec)

6.394

17.000

Alicante Henri Bouschet

6.262

46.000

Ibridi

5.151

 

Aramon

3.735

160.000

Tannat

3.065

 

Grolleau

2.390

10.000

Caladoc

2.356

 

Marselan

1.997

 

Fer

1.658

800

Nielluccio

1.647

500

Villard noir

1.448

 

Négrette

1.424

800

Piquepoul

1.390

500

Plantet noir

1.253

 

Duras

998

 

Tempranillo

973

 

Jurançon noir

873

10.000

Petit Verdot

799

700

Aubun noir

784

2.000

Sciaccarello

768

700

Muscat d’Hambourg

584

 

Chenanson

565

 

Lledoner Pelut

481

 

Pineau d’Aunis

445

4.000

Tibouren noir

441

350

 Totale 2006: 600.344 ha

 

[Foto]

 

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