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13 Maggio 2022

10 buoni motivi per iscriversi immediatamente a un corso da sommelier

Ho frequentato, oramai diversi anni fa, i corsi AIS offerti a Milano e non ne sono affatto pentito. AIS e FISAR propongono, oltre ad una formazione specifica sul vino, anche un’abbondante dose di conoscenza circa l’abbinamento col cibo ed il contestuale “mappazzo” teorico fatto di sensazioni olfattive, tattili, gustative. ONAV è invece più concentrata sul vino in senso stretto (tant’è che l’organizzazione parla di assaggiatori e non di sommelier) tralasciando il pairing.

Fatta la premessa, cominciamo con il chiarire i motivi per il quale diventare sommelier (o assaggiatore). L’elenco includerà anche quelli che, secondo me, sono luoghi comuni da sfatare: perché? Perché spesso diventano ragioni per frequentare questi corsi.

1) Per fare il fanatico: detto anche l’errore dello sbarbato. Se c’è una cosa che ho capito è che del vino non ho ancora capito niente – la forma mentis dell’appassionato è quella aperta a tutto, senza pregiudizi e senza “paranoie” ma soprattutto senza spocchia. Volete un esempio? Non esiste che critichiate a prescindere una bottiglia vedendo solo l’etichetta o la denominazione, che è pure peggio. Aspettate di assaggiare. Il fatto di avere un diploma appeso da qualche parte non vi rende più fighi, ma solo più fallibili: tanto salirete, tanto fragorosa sarà la caduta.

2) Per incazzarsi con la Babele di DOC presenti in Italia e le sovrapposizioni di DOCG, DOP, IGT: si, maledirete la verbosità di certi disciplinari ma soprattutto la legge italiana ed i suoi bizantinismi. Però sarete dei fenomeni in geografia!

3) Per avere successo con le donne: un volpino di Pomerania o un bassotto tedesco color chocolate costano all’incirca le stesse cifre di un corso per sommelier ed abbisognano di cure nonché di appostamenti nei vari parchi cittadini alla ricerca della preda giusta, amante degli animali (quindi anche di certi esseri umani, se sarete fortunati) e non fornita di partner sul momento. Puntate sul risparmio ed acquistate bambolotto, passeggino e munitevi (inventatevi) di storia strappalacrime fatta di abbandono e notti insonni. In alternativa fate come Jerry Calà ed andate a vivere da soli.

4) Per far colpo sugli uomini: ma se è sempre la donna che decide dai! Non avete bisogno di far colpo!

5) Per approfondire: vero, verissimo. Tutti i corsi danno una bella mano alla conoscenza ma non sono LA conoscenza. Quella arriva con il tempo e con la voglia di mettersi in ballo giorno dopo giorno: non fermatevi al corso ma continuate ad approfondire (e quindi ad assaggiare).

6) Per abbinare correttamente il cibo con il vino: nì. So che entrerò in un campo minato ma proprio non mi trattengo: con il vino io ci mangio quello che voglio. Ok, il Barolo con la sogliola all’acqua pazza anche no, però, se volessi mangiarmi un cotechino con lo champagne chi avrebbe lo stomaco ma soprattutto le argomentazioni “tecniche” per impedirmelo? Il grasso del cotechino viene ammansito e governato dalla bolla e la persistenza della ciccia viene domata dalla sicumera dello shampoo; vedi punto primo: chi fa (o è) il talebano è il caso che non legga oltre. E si dia alla Coca Cola.

7) Per fare il fenomeno con i produttori e sapere di cosa si sta parlando. No! Non lo sappiamo. Fughiamo ogni dubbio: il produttore, anche il più scarso, avrà comunque e sempre più titolo di parola di qualsiasi sommelier o assaggiatore. Capacità di assaggiare un vino è anche capacità di saper ascoltare chi lo produce senza arrampicarsi in pindarismi e smargiassate evitabili. Umiltà.

8) Per fare il fenomeno e basta: questo sì, a volte, può essere – conosco uno che mi ha raccontato di averlo fatto e scrive su di un blog…

9) Per ubriacarmi e bere di più: non hai capito niente. Se poi cominci a “capirci qualcosa” – ma dubito viste le premesse – comincerai a bere meno. Ma meglio. Molto meglio. Sempre che tu sappia/voglia applicarti.

10) Per smetterla di bere Tavernello: se lo bevi al buio ed hai davanti qualcuno che ti racconta – in modo credibile – che quello che hai nel bicchiere è un Meursault Charmes… CI CASCHI! Diventando sommelier non acquisisci i super poteri ma solo un metodo per usare naso e bocca. Per il cervello forse è troppo tardi. E poi basta sparare addosso al Tavernello (disclaimer: non sono pagato per lisciare il pelo alla Caviro, dico solo quello che penso).