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5 Maggio 2022

Non mi piacciono i punteggi dei vini

Bevo l’ennesimo vino strapunteggiato dalla critica e rifletto su questo strumento. Lungi da me fare una crociata contro i punteggi di manica sempre più larga, il mio è un ragionamento sul punteggio in sé e sul perché, pur comprendendone l’utilità, è uno strumento che non mi piace. Se ho tempo di raccontare un vino lo faccio oppure non lo faccio.

Quando nel film L’Attimo Fuggente il professor John Keating (l’indimenticabile Robin Williams) durante la prima lezione dice agli studenti di leggere la pagina in cui mediante un grafico si può stabilire il valore di una poesia chiede ai ragazzi di strappare la pagina perché la ritiene una follia e poi recita le seguenti parole:

“Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino. Noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana. E la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento. Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita”.

Qui la versione integrale del passaggio a cui mi riferisco.

Trovo che non ci sia nulla di più vicino alla bellezza e alla poesia di un vino e proprio non ce la faccio a racchiudere tutto in un numero: del vino amo il fascino, le attese, quel graffio anche sgarbato che gli dona carattere magari togliendo un po’ di perfezione, ma chissenefrega della perfezione, per me conta l’emozione che trasmette.

Ho pensato a questo l’altro giorno, bevendo il Brunello di Montalcino 2016 Poggio di Sotto. A parte il legno ancora troppo presente, un vino tecnicamente ben fatto, equilibrato, con una buona complessità e lunghezza. Ma a a me non ha toccato quelle corde che sanno raggiungere i vini speciali. Per tutta questa serie di motivi mi trovo spesso ad innamorarmi di un vino punteggiato con 89 piuttosto che di uno che magari ha preso 97/100. Io non punteggio, io bevo, godo, rido da solo e spesso mi commuovo e questa volta non è successo nulla di questo.

Sono rimasto con un pugno di numeri altissimi e poca poesia.