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29 Aprile 2022

Zodiaco, la rara collezione di Castiglion del Bosco

2Qualche settimana fa Ugo Fabbri, brand ambassador di Castiglion del Bosco, insieme all’enologa Cecilia Leoneschi, ha presentato la nuova annata di Zodiaco, la collezione che omaggia lo zodiaco cinese. Stiamo parlando, nello specifico, di un Brunello di Montalcino Riserva. Quest’anno, nel segno della tigre, esce la 2015.

L’evento è una delle pochissime occasioni in cui è stato possibile degustare questa rarità, prodotta solo in formato magnum in 999 esemplari numerati. L’opportunità è nata grazie a uno speciale evento organizzato negli spazi dell’agenzia creativa Golab da Winefully, unica realtà online a offrire in esclusiva la speciale linea di Castiglion del Bosco.

Per inquadrare il mondo da cui la Collezione trae ispirazione occorre fare un passo indietro. Il primo febbraio, con il Capodanno cinese, è iniziato appunto l’anno della tigre. Questo zodiaco di matrice orientale, secondo la leggenda, nacque con il Buddha che, alla fine della propria vita, convocò tutti gli animali della terra. Solo dodici si presentarono: come ringraziamento, ciascuno di questi venne ricompensato con un anno. Tra questi c’era anche la tigre, che nell’oroscopo si contraddistingue per la sua grande forza e il suo intenso magnetismo. Oltre agli animali, lo zodiaco cinese tiene conto anche di diversi elementi naturali che possono alternarsi nel corso del tempo. Nel 2022 questo elemento è l’acqua, il cui effetto è quello di mitigare l’impeto della tigre.

Tutto inizia nel 2013 quando Castiglion del Bosco, realtà di prestigio nel cuore della Val D’Orcia, inaugura la prima serie Zodiaco. Da quel momento, ogni anno, l’azienda presenta una nuova versione della collezione ispirata a un nuovo segno. L’anno scorso, ad esempio, era l’anno del bue. Ogni versione è firmata da un importante artista, che interpreta l’animale grazie alla propria creatività. L’etichetta della Riserva 2015 in particolare, con la tigre in evidenza, è il remake di uno storico foulard che Fulvia Ferragamo realizzò nel 1993 valorizzando il suo iconico motivo floreale. Fulvia era la sorella di Massimo Ferragamo. La famiglia, dal 2003 e fino a qualche settimana fa, è stata proprietaria della prestigiosa realtà vinicola. È di poche settimane, infatti, la notizia della cessione di Castiglion del Bosco a un club d’investimento.

Cecilia Leoneschi racconta che la collezione, originariamente, nasce come espressione di altissima levatura di un solo cru. L’enorme successo che la serie riscuote determina però un cambio di paradigma. Per garantire ogni anno lo stesso livello di eccellenza, con l’opportunità di poter gestire più facilmente le oscillazioni di ogni singola annata, si decide di virare verso una combinazione di più parcelle altamente rappresentative per l’azienda. Ogni anno più della metà delle magnum prodotte viene acquistata in Cina, il mercato di riferimento per la collezione. Le bottiglie sono accompagnate dall’opera artistica presente in etichetta, riprodotta in grandi dimensioni, e partono da un prezzo di 1.500€. In più occasioni le stesse sono state battute all’asta, arrivando fino a 25.000€ per esemplare.

La 2015 è un’annata importante per Montalcino. Dal punto di vista climatico l’impronta è quella di una stagione dove il caldo asciutto si è reso principale protagonista, soprattutto a luglio e agosto. Questo dato si ritrova subito al palato, dove il primo impatto è quello di una materia viva e presente. La bocca è compatta, ma senza che diventi larga, lasciando intravedere un potenziale evolutivo importante. Questo primo livello è intrecciato a una seconda tessitura di freschezza, altrettanto evidente, che si esprime sui toni croccanti della melagrana. Cecilia conferma che lo stile enologico della casa predilige da sempre la tenuta acida rispetto all’estrazione. L’assaggio alterna questa vivacità vibrante a sensazioni più avvolgenti, figlie anche dei tre anni di barrique.

Complessità, risolta. Così si potrebbe definire l’essenza di questo speciale Brunello, dove l’impostazione ricca e poliedrica trova sintesi in un’eleganza regale.

L’equilibrio straordinario del vino vive una tensione tra due poli opposti verso cui oscilla a intervalli regolari. Da un lato la materia viva, la polpa guizzante di un frutto come la ciliegia. Dall’altro i riverberi, le spezie gentili, la macchia mediterranea e le terziarizzazioni che trascolorano nella direzione del cuoio e del tabacco. Da un lato il graffio della tigre, a cui il vino è dedicato. Dall’altro la carezza dell’acqua, l’elemento naturale a cui il segno è associato quest’anno.