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21 Aprile 2022

Ok dài facciamo un giochino immaginando di essere lì (al Kresios)

L’attesa del piacere è essa stessa piacere e l’intervista di Jacopo Manni ad Alfredo Buonanno mi ha messo una voglia di andare al Kresios che la metà basta. Non conosco Alfredo di persona, me ne hanno parlato bene in tanti (praticamente tutti) e questo depone a favore di una sortita in quel posto al centro del mondo che ovviamente è TELESE TERME, cioè culandia campana pura.

Quindi per curiosità sono andato sul sito a spulciare la carta dei vini e consiglio vivamente la lettura a tutti gli appassionati di vino e ristoranti. Questa sì che è una carta da ristorante con due stelle Michelin fatta come cristo comanda, hallelujah hallelujah. Passo a spiegare perché.

 

Battute a parte, quella del Kresios mi sembra una delle carte più intelligenti viste negli ultimi tempi (online aggiornata al 2021 ma vabbè, nessuno è perfetto). Ampia senza essere ingombrante, 37 pagine, non banale, fruibile, divertente, simpatica nella presentazione, chiara nell’esposizione, prezzata umanamente, minchiaaa che ventata di aria fresca.

Adesso però viene il giochino non senza una premessa. Quello del Kresios è un raro caso in cui farei felicemente un percorso cibo con abbinamento vini a scelta del sommelier senza nemmeno aprire la carta, cosa che invece vi invito a fare adesso con questo input: immaginando per un attimo di essere seduti al ristorante, che vini ordinereste escludendo il wine pairing?

Vi dico le dieci scelte che segnerei sul taccuino per poi valutare in loco: scremare prima e scegliere sul momento seguendo l’istinto mi aggrada sempre parecchio e vi invito a fare altrettanto.

Ecco i miei appunti quindi:

Giulio Ferrari 2007 a 150 euro costa meno che in enoteca.
Un Fiano Vigna della Congregazione Villa Diamante di annata a scelta del sommelier tra 2000, 2003, 2005, 2009 e 2012 (tra 70 e 100 euro).
Greco Tornante di Vadiaperti 2013 o 2014 (40 euro).
Un Sancerre 2016 di Pascal Cotat a 90 euro, quale tra i due lo chiederei lì.
Barolo Brunate 2006 di Marcarini a 90 euro da farci un pensiero ma non lo prenderei.
Fossi ricco, una Riserva 2003 del Brunello di Soldera perché è uno dei vini più sconvolgenti mai bevuti, perdippiù alla cieca e perdippiù in una borgognata infinita dove quel profumo mi si piantò in testa più di tutti gli altri per una franchezza conturbante. 700 euro e vabbè.
Le Vigne 2013 o Vigna Istine 2016 di Istine, entrambi a 60 euro, direi quasi sicurissimamente.
Montevertine 2006 a 100 euro ci penserei più di un attimo. Pure su Pergole Torte 2006 a 200 euro.
Un Rossese di Dolceacqua 2017 o 2018 di Perrino a 60 euro sarebbe peccato non pigliarlo.
Rosso 1997 di Gravner a 120 euro chiederei se ben conservato sperando in una risposta negativa sennò andrei nel caos.
L’Echezeaux 2015 di Rouget a 900 euro no solo perché sono lo stesso che non prenderebbe Soldera (e tra i due prenderei Soldera).
Per chiudere, un Sauternes 2005 di Suduirat a 100 euro o qualcosa di JJ Prum o Yquem 1995 a 500 euro o un Passito di Pantelleria di Salvatore Murana che non bevo da una vita.

Insomma, ci sarebbe da divertirsi! Ora però tocca a voi, la carta è qui e vediamo cosa pescate di buono.

 

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