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31 Marzo 2022

E quando mi ricapitano 12 annate di Le Trame di Giovanna Morganti (Le Boncie)

Quanti di voi disattivano le notifiche dei gruppi WhatsApp? Praticamente tutti. Lo faccio anche io a parte qualche eccezione. La scorsa settimana in uno dei gruppi più fichi sul mio cel “Eyes wine shut” (disattiva notifiche “Mai”) arriva il seguente messaggio: “Verticalona 12 annate di Le Trame da Rimessa Roscioli lo stiamo facendo girare solo tra amici super appassionati max 14 persone”.

Il tempo di un battito di ciglia e sono già lì. Assaggi divisi in tre batterie da quattro vini e prima di cominciare abbiamo deciso con una votazione di partire dall’annata più giovane. La degustazione, dopo una passionale introduzione di Gae Saccoccio, organizzatore della serata, è stata libera quindi ho avuto la possibilità di confrontarmi con alcuni amici di tavolo.

Le Trame, quindi. Una vigna giardino di tre ettari piantata ad alberello in località San Felice a pochi minuti da Castelnuovo Berardenga, qui si trova il Podere Le Boncie dove Giovanna Morganti produce il suo vino più rappresentativo, Le Trame, un (per la grandissima maggioranza) sangiovese coltivato con cura e passione secondo i principi della biodinamica.

2016
Naso integro, sentori affumicati di camino spento, cuoio e tabacco. Tannino vivo. A contatto con l’ossigeno dopo alcuni minuti frena la sua corsa pur restando lì. Un vino di presenza, avvolgente e concreto. Una finestra sulle Trame che si faranno in bottiglia. Solido.

2015
Naso selvatico, animalesco poi entrano in scena la china, il rabarbaro e l’origano. Bocca poderosa e sensazione alcolica chiaramente percepibile che viene smussata da una bella acidità. Tannino irruento.

2014
Il primo vino che divide in parte la tavolata. Grande interpretazione di un’ annata non facile da gestire per le abbondanti piogge. Rispetto ai precedenti naso più timido con note balsamiche, è un vino gentile e affascinante, giocato tutto sulla sottrazione, è meno statico degli altri, la sua personalità esce fuori alla distanza, non aggredisce ma accarezza. Tannino elegante e lieve.

2013
Naso sfaccettato, intrigante, profondo. I sentori selvatici lasciano spazio alla radice di liquirizia, profumi mentolati e buccia di arancia. Gli aromi terziari del Sangiovese come il sottobosco e la noce moscata fanno capolino nel bicchiere. Grande acidità, bilanciata da un tannino che non molla la presa. Vino trasformista, tra più belli di tutta la batteria.

2012
Naso speziato, ematico, orientaleggiante, selvaggio. Dopo un po’ di tempo nel bicchiere la sua iniziale irruenza si affievolisce diventando accogliente e croccante. Liquido mutevole che sfoggia una particolare predisposizione gastronomica. Tannino compatto.

2010
A dispetto di un’annata considerata eccezionale la bottiglia assaggiata non era in stato di grazia. In questo caso l’acidità volatile copre i tenui sentori di alloro e pepe nero che rimangono in sottofondo. In bocca è piccante sfoderando una persistenza non comune, ma nel suo percorso gustativo purtroppo è scoordinato e non trova il guizzo per ribaltare la situazione.

2009
Uno dei miei preferiti. Naso profondo e scuro. Sentori di terra bagnata, funghi della foresta, mentolato e speziato. Liquido in stato di grazia, empatico e immediato. Sorso succulento, dotato di un grande slancio, acidità sferzante e tannino splendido.

2008
Dubbi sulla tenuta del tappo hanno influenzato le sensazioni dei presenti. Naso etereo, ha bisogno di tempo per concedersi, ma forse non vuole. Si percepisce un’energia in sottofondo che lo fa vibrare in un primo momento, ma sulla distanza il liquido rimane contratto e non riesce a distendersi. Sottile, acidulo e speziato. Il vino più criptico della serata.

2007
Nota alcolica predominante che inizialmente nasconde i profumi. Bisogna pazientare e finalmente si affacciano sentori di oliva nera, note ferrose ed ematiche e un frutto scuro di ciliegia matura in sottofondo. Liquido sfaccettato e avvolgente dotato di un tannino importante.

2006
Naso integro, scuro e dai sentori di cenere. Meno impattante di altri in un primo momento, ma dotato di di una trama tannica elegantissima. In bocca viene fuori l’innata stoffa del Sangiovese di razza che regala un sorso lungo e coerente. Liquido palpitante ed espressivo con un tannino cucito addosso per le grandi occasioni.

2005
Naso selvatico, ferroso, magnetico. In bocca la spina dorsale del liquido è dritta, sorretta da una spinta minerale che insieme a un tannino esemplare regalano slancio e incisività al sorso. Bottiglia in splendida forma.

2004
L’ utimo millesimo in degustazione si apre su sentori di olive nere, polvere di caffè e una ciliegia croccante in sottofondo. Naso intrigante e seducente dai richiami boschivi e terrosi che sprigiona un ricordo floreale di fiori appassiti. Il sorso è vibrante e vitale accompagnato da un tannino carezzevole.
Il Sangiovese di Giovanna Morganti è un purosangue impossibile da imbrigliare, che dimostra un’incredibile attitudine alla vita in bottiglia, in passato avevo solo sfiorato Le Trame assaggiandole in giro per qualche fiera oppure ordinando l’unica annata presente in carta al ristorante. Adesso, a distanza di giorni, ho un ricordo vivido e felice che mi porterò dietro per molto tempo e tutto questo è meraviglioso.

Nota di redazione: sempre su Intravino altre due verticali de Le Trame di Giovanna Morganti, Le Boncie: quella del 2011 di Jacopo Cossater (dalla 1996 alla 2004) e quella del 2016 di Emanuele Giannone (dalla 1998 alla 2012).