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17 Marzo 2022

Attenzione, il disagio ai banchi d’assaggio sta tornando

“C’è chi si mette degli occhiali da sole
Per avere più carisma e sintomatico mistero” (cit.)

Sì, ma perché ai banchi d’assaggio? Rassegniamoci, questi eventi si stanno svolgendo in condizioni notevolmente ostili: troppo caldo, troppo freddo, e il guardaroba no perché c’è il Covid, alcuni banchi sono troppo affollati, l’igienizzante per le mani è il più profumato mai prodotto nella storia e a tutto questo si aggiunge il disagio accumulato durante la pandemia.

La fauna esotiche degli appuntamenti d’assaggio è decisamente variegata. Ecco una casistica particolarmente attendibile.

Quello con gli occhiali da sole
Perché? Aiutatemi a capire. Sei Sophia Loren che nasconde le rughe? Sei vittima di bullismo e nascondi l’occhio nero? Hai appena fatto una blefaroplastica e hai gli occhi più strabuzzanti di uno struzzo? Ti sei fumato mezza Jamaica e non la vuoi far girare (Eh! Non si fuma prima delle degustazioni, potresti inficiare l’esame olfattivo!…sì, coi draghi!)?
Ridicolous.

Quello che “Beh, ovvio, è buono perché è pinot nero”
Ah sì? Questo ti sembra pinot nero? Ma non senti che c’è morto un cavallo dentro? Siccome c’è scritto pinot nero allora è buono per forza, peccato che ti abbiano appena versato del merlot. Siciliano. Barricato.
Disagissimo.

Quella con minigonna, scollatura e tacchi a spillo
Ma voi donne alle degustazioni non bevete? Non vi gira la testa dopo un po’? Mi state dicendo che riuscite a sorseggiare pacatamente senza ciondolare o cadere dal tacco 12? Ma mettete i tacchi per non bere o non bevete perché avete i tacchi? Ma le gioie dove le avete lasciate? E soprattutto: pensate davvero che in una platea di professionisti provati dalle fatiche lavorative posi lo sguardo lucido su di voi con l’intento di riuscire a combinare qualcosa? Archimede aiutaci tu!
Comunque vi stimo tutte.

Quello con la divisa del corso da sommelier 
Perché lo fate? Sperate di poter bere di più? Che spunti magicamente da sotto il tavolo la bottiglia costosa e rarissima che nessuno ha ancora avuto l’onore di bere? Vi svelo un segreto: i produttori quella bottiglia da sotto il tavolo la faranno bere solo a quelli che il loro vino glielo comprano o glielo fanno vendere.
Non tu, punto.

Quello con la divisa da sommelier, ma perché serve il vino al banco d’assaggio
Questo vino è fatto a Machu Picchu, in Argentina.
Château Du Tertre 2016 e 2014: ma è ovvio! È più buona la 2014 perché è più vecchia.
Il Masseto è un vino ruffiano perché è fatto col merlot.
Ed è subito rissa.

Quello strafatto
Non ha niente a che fare col precedente simpatizzante occhiale-dotato della Giamaica, anzi, di solito si detestano. Lo strafatto infatti si agita, assaggia e commenta solo con complimenti iperbolici 20 vini al secondo, li gira nel bicchiere peggio di un frullatore magnetico da laboratorio, fissa il produttore senza battere le palpebre, ma muove i piedi a ritmo della colonna sonora di Vacanze di Natale ’84 ed è tutto buonissimo e fantastico e se ne va apostrofando il produttore con un “ciao bello, dammi il 5! Tu sì che sei un grande!”.
Dove sono i miei pop-corn?

Il produttore che difende sempre il proprio vino
Ma non ti è ancora tornato l’olfatto dopo aver preso il Covid? Hai vini che sono l’anti-manuale di enologia: vi si trovano concentrati tutti i difetti in un’unica bottiglia: da quelli che si pensavano debellati a quelli ancora sconosciuti. Ma loro non lo sanno e continuano a volare.
Sveglia!

Quelli delle domande assurde 
…che vengono giustamente coglionati dai produttori. Mettetevi nei panni di questi santi uomini che si fanno il c%£* per fare il vino, un buon prodotto e poi lo devono promuovere a mille banchi d’assaggio come questo e si sentono chiedere le cose più assurde tipo: “usate il favino per il sovescio?”, “certo, non la senti la nota erbacea nel vino?”. Eh, se poi vi coglionano per poter passare la lunghissima giornata con sprint, hanno ragione loro.
Applausi.

E poi ci sono io: la fan n° 1 
Sì, riconosco i miei peccati. Io appartengo alla categoria di chi si emoziona tantissimo quando incontra i produttori che le piacciono. Divento un’adolescente scema coi codini e i brufoli che ride troppo e sgrana gli occhi. Lancio il vino per aria per la sorpresa, mi inginocchio, dico cose stupide e banali e soprattutto gli dico: “non vedo l’ora di venirti a trovare in cantina!”.

Leggo il terrore nei loro occhi. E mi danno il numero di telefono con l’ultima cifra sbagliata, come alle medie.

Disagio.

[Credits foto]