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16 Marzo 2022

Cristal 2014 in anteprima, uno Champagne devastante

Le evoluzioni di Cristal, ora in completa biodinamica, spingono le sensazioni che si possono provare in un bicchiere di Champagne verso lidi inesplorati che costringono a ridefinire molte delle sensazioni che proviamo abitualmente nel bere questo vino.

La presentazione del nuovo millesimo in diretta Zoom ha mostrato un vino ormai quasi totalmente staccato da Louis Roederer tanto che lo chef de cave Jean Baptiste “JBL” Lecaillon, gettando la maschera, parla apertamente di “Domaine Cristal” ovvero delle 45 parcelle che in stile Borgogna compongono la palette dei vini che confluiscono nel blend finale.

A proposito di semantica, che pesa sempre quando parla JBL, non si parla più di “assemblaggio” ma di “composizione” a rimarcare la fusione dei vini in un tutt’uno integrato che parla con una voce sola piuttosto che la somma di tante voci.

Secondo JBL l’annata 2014 in bottiglia è come un ragazzo gioioso, allegro e vivace, che graffia con la sua acidità ma sostenuta dalle caratteristiche dei grandissimi anni freddi, dove la maturazione va lentissima e inesorabile.

La vendemmia è stata molto tardiva fino alla fine di settembre con il team Cristal impegnato a sfruttare al massimo il bel tempo di inizio autunno. L’annata è stata in ogni caso particolare con primavera asciutta conclusasi con un giugno caldissimo preludio ad una estate fredda e piovosa (tra le più piovose di sempre in zona, per fortuna che il gesso ha permesso di evitare ristagni), che ha preparato le vigne a sfruttare un grande ed inatteso settembre di sole.

Il resto lo ha fatto la biodinamica, che qui permette di tenere alta l’acidità e di attendere la perfetta maturità gustativa e tannica delle uve (poco meno di un kg per pianta): l’equilibrio spesso magico degli ultimi Cristal nasce qui, ovvero dalla possibilità di portare avanti la maturazione a livelli impensabili pochi anni fa.  Alla fine sono state utilizzate “solo” 39 delle 45 parcelle del Domaine con lo scarto di 3 parcelle di pinot nero da Ay e 3 di chardonnay da Avize.

La composizione finale è stata comunque 1/3 da vigneto della Rivière (Ay), 1/3 dalla Montagne (Verzenay, Verzy, Beaumont-sur-Vesle) e 1/3 dalla Côte de Blancs (Avize, Mesnil-sur-Oger, Cramant). Tutti vigneti di proprietà con selezione massale, suoli dinamizzati e fertilizzati in maniera attenta. Soprattutto dai vigneti selezionati del domaine si cerca di privilegiare le uve provenienti dal mezzo della côte in maniera da sfruttare l’umidità del bosco e il vento come regolatore.

In termini di vitigni: 70% pinot nero e 30% chardonnay, dosaggio finale 7g/l (solo zucchero di canna biologico). Nessuna malolattica in quest’annata per preservare acidità (in anni passati la si è usata su certi chardonnay per un 20%) ma con un importante 32% di vini affinati in legno a donare tracce di morbidezza in un vino che sarebbe altrimenti una lama d’acciaio gessoso inscalfibile in questa fase evolutiva.

Dal punto di vista tecnico, è la prima annata di Cristal prodotta con il jetting dopo il degorgement e il dosaggio. La tecnica consiste nell’iniettare un microimpulso di acqua e solfiti che stimola la Co2 in superficie del vino: le bollicine salgono e, fungendo da pistone, eliminano l’aria all’interno della bottiglia. Tappando con precisione la bottiglia, all’interno resta CO2 e niente aria. È quindi una tecnica che va a ridurre l’ossidazione e allunga le potenzialità di conservazione e invecchiamento del vino, fattori da sempre fondamentali per Cristal.

Ecco l’assaggio.

Champagne Cristal 2014, Louis Roederer
Colore classico Cristal, ovvero dorato con riflessi arancio intensi e brillanti, difficile da confrontate con altri millesimi, con i vini base forse simili alla 2010, esplosività quasi da 2002 ma tensione tra 2008 e 2012.
Pesca gialla, arancia, zenzero, mandorle dolci, gessosità e tanto cedro misto a kumquat, poi si quieta il frutto e parte un bellissimo floreale composito tra ginestra, mimosa, calicanto ed elicriso, muschio bianco, anice e canfora condito da una grande nota affumicata e zafferano. Sorso cremoso e avvolgente, la tensione minerale classica di questa cuvée torna ad ondate e converge su una salinità clamorosa nel finale in cui sembra trasmutarsi in sale di Maldon. Nel finale si fanno quindi strada mirabelle, pera williams, ginepro, ribes rosso e mirtilli appena maturi. Chiude senza finire perché un bicchiere tira il successivo in un parossismo di acidità che per il momento schiaffeggia più che accarezzare ma l’effetto di dischiusura del frutto ad ogni sorso è talmente impressionante che non smetteresti mai di berlo. Un Cristal dal potenziale eccezionale ma bevibile già oggi. 98

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