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8 Marzo 2022

Prevenzione del sessismo, un corso promosso dalle Donne del Vino

Ieri, lunedì 7 marzo, la Ministra delle Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, insieme al Presidente della Commissione Politiche UE Dario Stefàno, ha presentato a Palazzo Madama il primo corso di “prevenzione del sessismo” per i luoghi di lavoro. Un progetto voluto dall’Associazione Nazionale Le Donne del Vino sviluppato in collaborazione con la giornalista Laura Donadoni sulla base del “Sexual Harassment Prevention Training” obbligatorio in California, pensato in occasione della presentazione delle Giornate delle Donne del Vino che nel 2022 saranno dedicate al futuro e alla pace.

Il corso, che potrà essere seguito online, si compone di circa 12 mini lezioni di 3 minuti ciascuna con quiz finale, per un totale di un’ora. Si tratta del primo corso in Italia per la “prevenzione del sessismo” cioè di quelle parole, gesti e immagini che creano un ambiente di lavoro poco libero e professionale. Quello presentato è un progetto pilota in attesa che si verifichino le condizioni necessarie per farlo partire, ovvero l’introduzione dell’obbligatorietà. «Facendo conoscere questi corsi le Donne del Vino sperano che venga riconosciuta la loro utilità e siano resi obbligatori» spiega la presidente dell’associazione Donatella Cinelli Colombini.

Serve un corso del genere nel mondo del vino nel 2022?

Partiamo dalle basi, sempre necessarie. Dovremmo per esempio sforzarci di capire cosa effettivamente sia una molestia di genere: una “sensazione incresciosa di pena, di tormento, di incomodo, di disagio, di irritazione, provocata da persone o cose e in genere da tutto ciò che produce un turbamento del benessere fisico o della tranquillità spirituale” (definizione: Treccani).

Le molestie sessuali sono definite nel diritto dell’UE come “qualsiasi comportamento verbale, non verbale o fisico divertente di natura sessuale, con lo scopo o l’effetto di violare la dignità di una persona, in particolare quando si crea un ambiente intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo”. Secondo fonti UE circa il 90 % delle vittime di molestie sessuali sono donne e circa il 10 % sono uomini.

Secondo uno studio del 2014 condotto dalla FRA – Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali (qui, apre PDF) intitolato “Violenza sulle donne: un’indagine a livello europeo”:

una donna su tre ha subito violenza fisica o sessuale durante la sua vita adulta e fino al 55 % delle donne nell’UE ha subito molestie sessuali
il 32 % di tutte le vittime nell’UE ha affermato che l’autore del reato era un superiore, un collega o un cliente
il 75 % delle donne che esercitano professioni che richiedono qualifiche o posti di lavoro apicali sono state vittime di molestie sessuali
il 61 % delle donne occupate nel settore dei servizi ha subito molestie sessuali
il 20 % delle giovani donne (di età compresa tra 18 e 29 anni) nell’UE-28 ha subito molestie informatiche
una donna su dieci ha subito molestie sessuali o stalking utilizzando le nuove tecnologie.

Un documento da cui emerge che “i casi di molestie sessuali e di bullismo sono significativamente sottostimati dalle autorità a causa di una scarsa consapevolezza sociale del problema, di canali insufficienti per il supporto alle vittime e della percezione che si tratti di un problema delicato per la società nonostante l’esistenza di procedure formali per affrontarlo sul posto di lavoro e in altri ambiti”.

E ancora: “considerando che la violenza sessuale e le molestie sul luogo di lavoro sono una questione di salute e di sicurezza, come tali dovrebbero essere trattate e prevenute. E sapendo che la discriminazione basata sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale è vietata dal diritto dell’UE” noi tutti sosteniamo questa iniziativa. Siamo poi contenti e orgogliosi che il mondo del vino, grazie quindi alla Associazione Donne del Vino, porti avanti questa battaglia per tutti noi.