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7 Marzo 2022

IntraWine #3: vino “croccante”, Barolo a La Place, terroir di Internet e guerra in Ucraina

Eccoci di nuovo qui con Intrawine, la nostra carrellata di link, articoli ed approfondimenti a tema vino con cui rimanere aggiornati su cosa succede in giro per il web.

Il primo Barolo a La Place de Bordeaux
È notizia di qualche settimana fa ma passata in sordina dalle nostre parti. Il Cerequio 2018 di Michele Chiarlo sarà il primo Barolo venduto a La Place de Bordeaux. Due parole su La Place. È un antico e tuttavia ancora influente sistema di vendita con cui gli chateaux bordolesi vendono i propri vini. Le bottiglie non vengono vendute direttamente dalle aziende ma passano un complicato sistema di courtiers, mercanti e negociants grazie ai quali arrivano poi sui mercati di mezzo mondo. Da una trentina di anni è stata aperta anche ai grandissimi nomi dell’enologia mondiale  per i quali è diventata the place to be in definitiva.

First Barolo to be released on La Place de Bordeaux (The Drinks Business)

Certe etichette sono proprio un disastro
Su The Internet Gourmet
, Angelo Peretti mette all’angolo una considerevole fetta di produttori molto attenti all’estetica delle etichette ma che se infischiano quando si tratta di cosa scriverci sopra. Spesso guardiamo all’etichette come un efficace strumento di marketing e comunicazione ma, occorre ricordarlo, l’etichetta è una sorta di carta d’identità di un vino in cui la chiarezza e il rispetto di regole in merito a cosa viene riportato sono elementi imprescindibili.

Etichettatura, sette regole per evitare multe e sequestri (The Internet Gourmet)

Guerra in Ucraina e vino italiano
Mettere insieme questa rassegna stampa pensando a notizie che intreccino il mondo e l’economia del vino con l’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina potrebbe sembrare inappropriato e insensibile. Non è così. Nonostante tutto qui ci occupiamo di vino e quindi si cerca di dare uno sguardo su quello che accade nel nostro mondo senza per questo sottostimare la tragedia umana e l’attacco disumano che coinvolge il popolo ucraino.

Detto questo, due analisi: una sempre di Angelo Peretti, l’altra uscita su Il Sole 24 Ore, che riflettono sull’impatto che la guerra in corso avrà sul comparto vinicolo italiano, primo paese esportatore verso la Russia.

I costi della guerra in Ucraina per il vino italiano (The Internet Gourmet)
Guerra in Ucraina, forti perdite in vista per l’export di vino in Russia (Il Sole 24 Ore)

Vino “croccante”: tutto quel che c’è da sapere, finalmente
Tornando a qualcosa di più spensierato, quante volte negli ultimi anni durante una degustazione avete sentito un vino descritto come croccante? Personalmente tante. Qui su Punch un bell’articolo che racconta la genesi e come il termine crunchy, croccante, sia stato sdoganato, soprattutto nel giro dei vini naturali, per descrivere una certa categoria di vini giocati su freschezza, acidità e pungenze gustative.

Can a Wine Actually Be “Crunchy”? (Punch)

E se il vino supercostoso poi è deludente?
Il tema è di quelli vecchi come il mondo, il valore astronomico di alcuni vini e quello che poi si trova nel bicchiere. Quando apro un vino da 600 sterline che cosa mi devo aspettare? Questa la domanda che Margaret Rand si chiede in questo pezzo che espone un punto di vista interessante. Il vino, al pari di un opera d’arte, può emozionare come deludere in maniera simile. Dopo aver visto centinaia di volte la Gioconda riprodotta in foto quando ci si ritrova per la prima volta di fronte al capolavoro leonardesco spesso la sensazione è: “tutto qua?”. Non succede lo stesso quando alle prese con vini mitologici il dubbio sussurrato che coglie è ancora: “tutto qua?”. Cosa compro allora quando pago un vino centinaia di euro? Probabilmente un posto nel dorato circolo di coloro che si possono permettere di spendere quelle cifre.

Beautiful things (Tim Atkin)

Come Internet ha lasciato il segno sul terroir
Le riflessioni che Eric Asimov fa sulle pagine online del New York Times non sono mai banali ma racchiudono sempre guizzi notevoli di intelligenza. In questo pezzo si ruota intorno alla tesi che il mondo del vino stia modificando il proprio DNA, partendo dal concetto di terroir. Se esiste una cultura del terroir piuttosto rigida e legata esclusivamente all’Europa e quindi a tutto un sistema di tradizioni ed eredità culturali tramandate nei secoli, oggi grazie a Internet, i social media e nuove tecnologie che permettono comunicazioni e spostamenti in modo rapido, zone come California, Australia, Cile – in generale, il Nuovo Mondo enologico – stanno sperimentando nuove forme di condivisione fra produttori che, a loro volta, creano culture del vino che sono frutto di contaminazioni e intrecci e che quindi modificano la nozione classica europeista di terroir. Pensavamo che la globalizzazione avrebbe reso la viticoltura mondiale un deserto di chardonnay e cabernet? Mmm, errore.

How the Internet Has Left Its Mark on Terroir (The New York Times)

Nuova scala di dolcezza in etichetta per i vini alsaziani
La grande difficoltà nell’approcciare i vini alsaziani risiede nel fatto che spesso le etichette sono una cortina di fumo per intuire il livello di zuccheri e quindi di dolcezza che un certo vino possa avere. È evidente che mandare fuori strada l’acquirente era errore non così raro. Le cose stanno per cambiare. A partire dall’annata 2021, le etichette dovranno esibire una scala di valori che fanno da sec, demi sec, moelleux fino a doux.

New ‘sweetness scale’ to feature on Alsace wines (The Drinks Business)

Ma quindi, dopo quanto si beve?
Il tema di questo pezzo è molto interessante e andrebbe approfondito anche dalle nostre parti. In buona sostanza, la stragrande maggioranza dei consumatori di vino compra una bottiglia per berla a stretto giro di posta, fregandosene se il vino sia pronto o no. Quelli che “fanno cantina”, custodiscono, affinano aspettando il momento ideale per aprire i propri vini sono una riserva indiana in via d’estinzione. Questo ha ovviamente una ricaduta e diverse aziende si stanno quindi muovendo in una direzione quasi paradossale, ciiè produrre vini che siano pronti da bere velocemente e che parallelamente mantengano le potenzialità per evolvere nel tempo senza problemi.

Helping Wine to Grow Old Gracefully (Wine Searcher)

Tutto su IntraWine, la rassegna stampa di Intravino:
– IntraWine: la rassegna stampa di Intravino #1 Febbraio 2022

– IntraWine #2: Melania Battiston, fumetti, Buttafuoco, gusto “salato” e DRC