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2 Marzo 2022

I Meursault clamorosi di Jean-Marc Roulot (bevuti in cantina)

Jean-Marc Roulot, l’ex attore dedicatosi poi al domaine di famiglia (Domaine Roulot), è uno dei grandi innovatori di Borgogna. Jean-Marc è uno degli autori dei Meursault moderni che hanno cambiato per sempre la definizione di vini burro-e-nocciole da secoli caratteristici di questo comune.

Il terroir è anche mano dell’uomo e la portata delle innovazioni e della ricerca di Jean-Marc sono vivissime in zona e pulsano nei suoi vini. Già approcciabili all’uscita, hanno un profilo sottilmente riduttivo che li proietta nel lungo periodo contribuendo a definire un nuovo paradigma stilistico del village.

Come viene sempre ricordato, Meursault è un comune atipico perché nonostante la grandezza dei suoi bianchi – pari se non superiore ai vicini Puligny-Montrachet e Chassagne-Montrachet – non ha mai visto, per motivi storici, politici ed economici, la nascita di un Grand Cru. Di fatto, però, i Premier Cru Les Perrieres, Charmes e Genevrieres vengono considerati “Grand” in tutto e per tutto, a cominciare dai prezzi.

In compenso, a cascata, ci sono diversi lieu-dit tra i Meursault village che anche grazie a Jean-Marc potrebbero ambire allo status di Premier Cru. Le differenze di suolo in questo village sono marcate e sensibili – con presenza molto variabile di marna, argilla e ciottoli – così come a livello microclimatico non manca una varietà di giaciture ed esposizioni.

Il metodo di lavoro di Jean-Marc prevede l’uva pressata non intera, raccolta a piena maturazione ma senza intaccare l’acidità e un uso massiccio dell’iper-ossidazione precoce di flavonoidi e altre componenti sacrificabili (perché non aromatiche e non di struttura) con vinificazione in legno in parte nuovo e maturazione di 12 mesi in barrique per poi avviare un percorso riduttivo con 6 mesi in acciaio.

Una vinificazione che permette di approcciare in qualche modo i vini anche in gioventù senza sacrificarne la durata e il miglioramento nel tempo, dimensione in cui si muovono particolarmente bene. Il resto lo fanno una conduzione attentissima in vigna (biodinamica dal 2000) e la gamma dei lieu-dit a disposizione, un mosaico eccezionale per varietà di suoli microclimi ed esposizioni.

Ecco i miei assaggi in cantina (tutti da mezzine, l’annata 2020 è già in bottiglia), qualcosa di francamente eccezionale.

2020 Bourgogne Blanc
Piacevole e ricco senza esagerare, limone e senape, stuzzicante e delicato, profondità e ricchezza, pepe bianco, arancia, stuzzicante e leggermente burrosetto (forse l’unico dove questo descrittore interviene nella descrizione). 90

2020 Meursault Village
Uve di vari lieu-dit di proprietà, naso netto, dimesso e chiuso, sorso di salgemma e pepe, spessore e sostanza, dinamica energia e lunghezza, burro appena accennato ed erbe aromatiche. 92

2020 Meursault Les Vireuils
Esposizione nord  invece che est poi verso Auxey, tagliente e verticale, arancia, resina, anice e finocchietto, mandorle e cedro, sorso molto più netto, secco e dirompente. 91

2020 Meursault Les Meix Chavaux
Village fresco e armonico con esposizione atipica e collocazione a nord sul confine con Auxey-Duresses, pepe bianco resina note verdi e più argilla, frutto cedro maturo, anisetta, sorso ricco con acidità che appiana una certa opulenza. 90

2020 Meursault Les Luchets esposizione insolita nord est, poca argilla, tra i vini più tesi prodotti da Jean Marc, c’è quasi un perfetto equilibrio come nei premiere cru, arancio , lime, nocelle, camomilla , sorso con grassezza maggiore, bello e ricco, chiude tra opulenza e generosità e freschezza con traccia salata forte e marcante . 92

2020 Meursault Tessons, Clos de Mon Plaisir
Esposizione est, vigna degli anni ‘70, camomilla, the verde, cerfoglio, cedro e agrumi, profondità e sale, ricchezza fruttata e lunghezza armoniosa, rocciosa e fruttata. 92

2020 Meursault Narvaux
Uve da vigne in affitto cui poi si unirà un’altra parcella, più in alto; molto famosa e celebrata perché prodotta anche da Leroy. Una bella ricchezza, potente e muscolare, cedro e zenzero, narciso e menta, finale salino e affilato ma la larghezza di bocca è il suo tratto insolito e particolare, che a noi piace parecchio. 94

2020 Meursault-Charmes 1er cru
Da una parte bassa con più terra e argilla, canfora e anice, confetto e vaniglia. Arancia candita, pepe e resina, muschio bianco, concentrazione, l’acidità spinge tantissimo. 94

2020 Meursault Clos de Boucheres 1er cru Monopole
Molto calcare, note di acqua piovana, gessoso, misto floreale, ginestra, pesca e lime, sorso di discreta finezza ma ancora rugoso, bocca tirata e solenne. Strappo acido che spinge il frutto molto in alto, in lungo e in largo. 96

2020 Meursault Perrières 1er Cru
Vero e proprio Grand Cru senza se e senza ma anche così in fasce, naso di incenso, talco, lieve fumé, menta e pepe, resina, frangipane, bocca da lacrime e solennità, frutto serrato e opulento senza un accenno di burro, muschio bianco e narciso, sale e non finisce continuando a spargere sale agrumi e menta per minuti. 98

2019 Meursault Les Luchets 1er Cru
Appena ridotto, muschio bianco, fungino lieve, bocca di freschezza limonosa e luminosa, lunghezza che sorprende e allunga di continuo. 94

2013Meursault Les Luchets 1er Cru
Dorato, balsamico, erbe di campo e resina, miele e noci, bothritys appena accennata, zafferano, pepe bianco, mallo di noce, muffa piacevole e cedro, roccioso e candito, si apprezza un bellissimo inizio di evoluzione in senso minerale. 96

Non facciamo menzione dei prezzi che questi vini stanno raggiungendo sul mercato perché altrimenti dovremmo aprire un capitolo infinito. Diciamo che i vini del Domaine Roulot sono ormai tra i bianchi di Borgogna più contesi e ricercati al mondo e tanto vi basti.

[Foto nel testo: Vinifera