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8 Febbraio 2022 admin

IntraWine: la rassegna stampa di Intravino #1 Febbraio 2022

Sono bastati un paio di messaggi scambiati con Jacopo (Cossater) per mettere in piedi questa cosa. Di che si tratta? Niente di nuovo ma qualcosa che su Intravino mancava e cioè una rassegna che mettesse insieme quanto di buono e stimolante esce sulla stampa nostrana ed internazionale riguardo vino e dintorni. Ecco in due frasi cosa sarà IntraWine.

Ma ora stop ai preamboli, ci vediamo qui ogni due settimane per la nostra rassegna stampa.

È notizia di qualche settimana fa che l’Unione Europea ha concesso la possibilità per i PIWI, ovvero quei vitigni resistenti frutto di incrocio fra Vitis vinifera e altre specie del genere Vitis, di iniziare il percorso per poter essere ammesse nei disciplinari di produzione di quelle denominazioni nelle quali finora fossero esclusi a vantaggio dei soli vitigni da vitis vinifera. Fabio Pracchia sul suo blog fa una riflessione da approfondire. In sostanza si chiede se l’introduzione dei PIWI e, a cascata le nuove tecniche genetiche, non rischino di andare ad intaccare concetti come territorialità e se non sia il caso di aspettare a saltare ad ogni costo sul carro dei vitigni resistenti prima di aver esplorato soluzioni alternative.

Qui un pezzo che affronta un tema caldo e attuale, quello relativo ai siti di divulgazione sul vino a pagamento. Inutile dirlo in Italia siamo indietro anni luce rispetto al mondo anglosassone, unico caso che mi viene in mente è quello di Ernesto Gentili per il resto il deserto.
In questo pezzo Miquel Hudin parte dall’analisi dei progetti di due pesi massimi della divulgazione, Jane Anson e Jasper Morris per riflettere anche sulle ragioni per iniziare un progetto personale e le difficoltà che ovviamente porta un lavoro del genere (prima fra tutte monetizzare). Ah, c’è anche una lista esaustiva delle migliori pubblicazioni online a pagamento!

Credo di non sbagliarmi nel dire che gli ultimi anni hanno visto un netto sorpasso dei vini da singolo vitigno ai danni dei blend, cioè quelle bottiglie che vedono coesistere al proprio interno uve differenti. Borgogna vs Bordeaux tanto per capirci. Qui c’è una riflessione molto pertinente, scritta da Margaret Rand, che pone l’obiettivo sul fatto che l’assemblaggio abbia perso di fascino per una presunta incapacità di riflettere il luogo di provenienza rispetto ad un vino prodotto con una varietà unica.
Pone anche una questione non banale: ma siamo sicuri che i cambiamenti climatici non costringeranno a ripensare il concetto di singola annata per arrivare a riunire diverse annate in un’unica bottiglia per un risultato migliore?

Esiste l’oggettività nella degustazione di un vino? Se lo chiede Jamie Goode nel suo blog, sempre attento ad incrociare ambiti diversi nei suoi pezzi. Prendendo in prestito neuroscienze e scultura la risposta finale è si.

Altro pezzo interessante. Un rapporto della Silicon Valley Bank mette in guardia su un dato, la vendita di vino fra i millennials è costantemente in calo e nel 2021 ha fatto registrare numeri ancora peggiori. Il report è orientato sulla California ma credo che l’analisi possa essere estesa anche al mercato europeo, Italia compresa. Con carte delle bevande sempre più ricche di proposte alternative il vino deve trovare nuove strade per arrivare ai consumatori più giovani.

Torniamo per un attimo fra le mura domestiche e segnalo una riflessione di Angelo Peretti che partendo dallo spostamento a metà maggio di Prowein analizza quale conseguenza potrebbe portare lo slittamento della fiera tedesca. Fra Covid, possibili anteprime e iniziative locali le aziende si ritroverebbero in un ingorgo di difficile gestione. Spoiler alert, a Verona sale il livello di ansia.

Stanchi del solito macerato? Non ne potete più di pet-nat, rifermentati e cose simili? Ecco, qui su Punch potete leggere un pezzo che analizza le nuove frontiere della produzione del vino a cui in fermentazione vengono aggiunti erbe, fiori di castagna, basilico, mele e diverse altre cose. Curiosi di provare?

Gennaio coincide sempre con le varie liste di previsioni e ipotesi su quali saranno i trend dell’anno appena iniziato. Fra le tante mi è capitata questa dove al primo posto viene messa la questione dei costi di approvvigionamento, problema globale che sarà una bella sfida per tutto il comparto.

L’ultima segnalazione è dedicata ad un articolo uscito su Spanish Wine Lover, lo spazio da seguire se si vuole avere una bella panoramica sul vino iberico. Il pezzo riguarda la riscoperta di un libro dimenticato su una delle regioni del vino che mi stanno più a cuore, il Nord-Ovest della Spagna.
Si tratta di un volume pubblicato dallo storico francese Huetz de Lemps nel 1967 e mai più ristampato. Un bel approfondimento su un testo cardine per scoprire e conoscere la storia di una regione vinicola che oggi sta riscuotendo grande successo con i propri vini.